- 23nov11

Di Luigina Ambrogio

FOSSANO. È una storia che parla soprattutto di approssimazione da parte degli apparati dello Stato, là dove ci vorrebbe il massimo di professionalità, rigorosità e correttezza, quella di Pino Masciari, imprenditore edile calabrese sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme alla moglie Marisa e ai due bambini, per aver denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.

L’imprenditore sta girando l’Italia, con gli amici di Libera (l’associazione promosso da don Ciotti), per far conoscere la sua assurda ed emblematica vicenda raccontata nel libro “Organizzare il coraggio” – la nostra vita contro la ‘ndrangheta” scritto con la moglie Marisa. L’incontro, a Fossano, è stato promosso dalla Bottega Todomondo (con In Fossano e la Libreria Le nuvole) e si è tenuto nel salone Unitre (gremito); il mattino successivo Masciari ha incontrato gli studenti di alcuni istituti cittadini.

Al termine dell’appassionante intervento dell’imprenditore resta la sensazione profonda di uno Stato che, ance prescindendo dalle purtroppo scontate collusioni tra politica, mafia e ‘ndrangheta, non è capace di sconfiggere questo cancro anche perché non è in grado di proporsi come interlocutore sicuro e solido per che decide di “passare il Rubicone”, cioè di denunciare i suoi aguzzini. Gli apparati, anche in buona fede, si muovono in modo approssimativo, sgangherato, incoerente, là dove ci vorrebbe, ripetiamo, il massimo di professionalità.

A Pino Masciari, studente universitario che si trovò di punto in bianco a sostituire il padre, costruttore edile – morto prematuramente – e si prefisse di spostare l’attività dalla costruzione di edifici privati alla costruzione di opere pubbliche, la mafia lasciò campo libero alcuni mesi, perché potesse consolidare la nuova gestione, poi mandò i suoi referenti, a volto scoperto, a chiedere “la percentuale”. “Al mio No deciso cominciarono i guai: incendi, furti, colpi di lupara, minacce agli operai finchè i miei dipendenti non ebbero più il coraggio di venire a lavorare. Io mi presentai in caserma per denunciare ma i carabinieri mi ripetevano: <<Stia attento, lei ha otto fratelli; non si metta contro questi>>. Ero completamente solo, ma la cosa che più mi angosciava è che, anche tra le forze dell’ordine, non sapevo a chi rivolgermi: ovunque poteva annidarsi qualche funzionario connivente con chi mi stava facendo la guerra”.

Quando la situazione per la famiglia è diventata davvero pericolosa (un incendio notturno all’abitazione privata ha rischiato di far morire l’intera famiglia), un funzionario dello Stato a chiamato Masciari e gli ha proposto un programma di protezione assicurandolo che da quel momento in poi di lui e della sua famiglia si sarebbe occupato lo stato, ma che loro avrebbero dovuto mantenere il più assoluto anonimato.

Io mi fidai di queste persone e credetti a queste parole; rassicurai mia moglie e insieme lasciammo, nella notte, con i figli di uno e due anni, lo studio professionale avviatissimo di Marisa e i nostri beni, la mia azienda. Partimmo di notte con questi funzionari dello Stato. Dopo 14 ore di viaggio approdammo in un casolare sperduto nella nebbia, al Nord; l’edificio era sporco e desolante; inospitale. La prima reazione fu di scappare…”.

Di qui in poi le vicissitudini sono state tante e tristi, con conseguenze non indifferenti sulla salute fisica e psichica dei componenti della famiglia, ma ciò che ci interessa sottolineare è quell’approssimazione di cui parlavamo: questa famiglia è rimasta per oltre 10 anni “esiliata” in questo casolare, senza poter fare una gita in bicicletta, senza poter uscire in cortile, senza poter spedire una cartolina o dire ai famigliari che cosa fosse successo (la madre di Pino Masciari ha saputo dopo sei anni che il figlio se n’era andato perché sottoposto a programma di protezione…). Ma a questi enormi sacrifici non è corrisposto un serio e rigoroso comportamento dello Stato, che avrebbe, se non altro dato senso a questa vita da “esiliati”.

I figli di Pino Masciari, su indicazione dei funzionari dello Stato (perché tutto era gestito da loro, la famiglia non poteva più gestire nulla), erano stati iscritti a scuola con il loro cognome, il che di per sé è gravissimo. Non solo l’imprenditore calabrese scoprì, in occasione delle elezioni degli organi collegiali, che nella loro classe c’erano altri bambini calabresi e sulla lista dei genitori da eleggere risultava il nome di Pino Masciari… “Quando dovevo andare a Catanzaro per deporre in occasione delle varie verbalizzazioni preliminari al processo, venivo prenotato in uno dei due alberghi della mia città con il mio nome. E spesso mi lasciavano senza scorta!”.

Tutte queste cose hanno fortemente amareggiato la famiglia Masciari, ma nonostante questo l’imprenditore non ha mai smesso di tenere memoria scritta di ogni cosa, e questo è stato molto utile: nel 2005 ha chiesto di essere ascoltato dalla Commissione antimafia e, dal “caso Masciari, è nata la necessità di una specifica normativa per la protezione dei “testimoni di giustizia” (che, con tutto il rispetto, sono altra cosa rispetto ai “collaboratori di giustizia” a cui fino ad allora Pino Masciari era associato: “Io non ho mai violato la legge, anzi, sono in questa situazione perché mi sono rifiutato di delinquere”). In seguito l’imprenditore e la sua famiglia hanno conosciuto Don Ciotti e l’associazione “Libera” e da questo momento non si sono più sentiti soli: la loro vicenda, per quanto tragica, difficile, dura, è diventata motivo di lotta e speranza per tanti e la loro fatica ha trovato un nuovo significato.

Le coraggiose denunce di Pino Masciari hanno prodotto una sentenza definita “storica”: sono stati condannati non soltanto i killer della mafia, ma anche i mandanti: temuti boss della ‘ndrangheta, politici, militari, e financo un alto magistrato.

Tutto questo è raccontato con passione nel libro “Organizzare il coraggio – la vita contro la ‘ndrangheta”. Come ha detto il sindaco Francesco Balocco introducendo l’incontro, “Tutte le virtù andrebbero organizzate perché la loro efficacia non si esaurisca”. E don Ciotti, con la sua associazione Libera, ha saputo “organizzare” il coraggio di Pino e della sua famiglia.

Ora, viste le espressioni di apprezzamento del sindaco di Fossano, chissà che anche la nostra città non possa proporre a Pino Masciari la cittadinanza onoraria, così come hanno fatto centinaia di altre città italiane (tra cui Cuneo, Pinerolo e tante altre cittadine piemontesi). Anche questo sarebbe un piccolo tassello di quell’organizzazione del coraggio necessaria per sconfiggere la mafia.

 

LA STAMPA - 16nov11

Un ospite d'eccezione, ieri, al "Vallauri" di Fossano: l'imprenditore calabrese Pino Masciari ha incontrato gli studenti dell'istituto del liceo "Ancina". Masciari non è un semplice imprenditore, ma un uomo che ha pagato, e continua a pagare, sulla sua pelle, su quella della moglie Marisa e dei suoi due figli.

Calabrese, 52 anni, insieme alla moglie è autore del volume "Organizzare il coraggio. La nostra vita contro la 'ndrangheta". L'incontro è stato organizzato dalla Bottega equo e solidale "Todomondo" da "Libera" di Cuneo, con il patrocinio del Comune. "Ogni persona che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno" ha detto Masciari. "Questo è un incontro cruciale per il momento che stiamo vivendo - ha esordito il preside del "Vallauri" Paolo Cortese-. Ha una rilevanza culturale tra la realtà e il cancro della democrazia che sono le mafie. Non sono cose lontane, prendiamo esempio dal suo coraggio".

Figlio di un imprenditore edile, fin da bambino voleva seguire le orme paterne. Un giovane pieno di sogni che la malattia del padre obbligò a prendere le redini dell'impresa familiare. Si dedicò anche alle costruzioni commissionate dagli enti pubblici. La "'ndrangheta" prima gli chiese di lavorare per loro, rifiutò. Poi gli chiese il "pizzo", lui disse di "no". Subì, con la sua famiglia, attentati e minacce di morte.

"Ho denunciato - ha spiegato Masciari - e ho obbligato i miei figli a vivere una non vita: nascosti, senza poter avere amici o legami con la famiglia. Loro non vanno al cinema né a casa di amici". Nel 2004, senza più lavoro e dopo aver subito diversi attentati, denunciò 4 boss calabresi e le collusioni tra mafia, funzionari pubblici, magistrati e politica. Chiuse le sue aziende. Fu sottoposto a regime di protezione. Perse tutto: aziende e identità. Ora ha una scorta. Rischia la vita e dice: "Anche se le istituzioni mi hanno fatto pagare la mia scelta, la rifarei".

 

- 09nov11

Lunedì 14 incontra i cittadini, martedì 15 gli studenti

Pino Masciari, una vita contro la 'ndrangheta

FOSSANO. Giuseppe Masciari è un imprenditore edile calabrese sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme alla moglie Marisa e ai loro due bambini, per aver denunciato la 'ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.

Lunedì 14 novembre sarà a Fossano per raccontare la sua storia e presentare il libro "Organizzare il coraggio", scritto a quattro mani con la moglie, in un incontro nella sede dell'Unitre organizzato dalla bottega Todomondo. L'evento, in programma alle 20,45, vede la collaborazione di Libera, di In Fossano e della Libreria "Le Nuvole". Interverrà Valentina Sandroni, coordinatrice di Libera per la provincia di Cuneo. Introdurrà la serata Lino Costamagna.

La mattina seguente, martedì 15 novembre, Masciari sarà ospite dell'Iis “Vallauri” e del liceo “Ancina” e, nell'Aula magna di via San Michele, incontrerà gli studenti di alcune classi quinte e quarte delle due scuole. Interverranno all'incontro giovani appartenenti a Libera.

Si legge di lui sul sito www.pinomasciari.org“La criminalità organizzata ha distrutto la sua impresa di costruzioni edili (settima di Calabria, con 58 dipendenti), bloccandone le attività sia nelle opere pubbliche che nel settore privato, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione, intralciando i rapporti con le banche con cui operava. Tutto ciò dal giorno in cui ha detto basta alle pressioni mafiose dei politici e al racket della 'ndrangheta”.

Si è rifiutato di pagare “il sei per cento ai politici e il tre per cento ai mafiosi”. Ha detto di no “alle angherie, alle assunzioni pilotate, alle forniture di materiali e di manodopera imposte da capi-cosca o amministratori corrotti”.

E da allora “è stato allontanato dalla sua terra, per l'imminente pericolo di vita a cui si è trovato esposto insieme alla sua famiglia. Sono stati spostati in una località che dovrebbe essere segreta ma, a sentire l'imprenditore, sono destinati ad una esistenza di << sequestrati dallo Stato>>, che non garantisce adeguata sicurezza a chi stravolge la propria vita per denunciare il sistema che impedisce lo sviluppo delle regioni ad alta densità mafiosa.

Ora i suoi amici dell'associazione Libera vogliono costruire una scorta di solidarietà attorno alla famiglia Masciari, perchè si trasferisca a Torino, sede di Libera, a vivere al riparo della protezione accordata dai semplici cittadini che si sono proposti come <<accompagnatori di giustizia>>. Una scorta laica, l'ennesima invenzione della società per supplire alle mancanze dello Stato, per evitare l'ennesimo martire di cui questa nazione farebbe a meno”

 

- 05ott11

Domenica 9 ottobre dalle ore 17, sotto i portici di via Garibaldi in corrispondenza della bottega Todomondo sarà possibile degustare alcuni tipi di tè del commercio equo e solidale provenienti dal isola di Ceylon. L'iniziativa volta a far conoscere e diffondere il commercio equo e solidale a Fossano è organizzata all'interno della campagna nazionale “equo per tutti” promossa da Ctm Altromercato. L'incontro vanta inoltre la partecipazione di un ospite importate: Mr. Bernard Ranaweera, rappresentante della Cooperativa di produttori di tè Sofa – Biofood, Sri Lanka (www.biofoodslk.com).

SOFA è un'organizzazione di base nella quale si uniscono piccoli contadini che hanno scelto la strada della collaborazione e del rispetto della natura. Il fatto che siano i contadini stessi a possedere la terra e associarsi è una novità importante per lo Sri Lanka: infatti la coltivazione di beni da esportazione come il tè è da sempre basata sul modello della grande piantagione, prima coloniale e poi di proprietà statale o di una compagnia. Dopo la produzione, il tè dei contadini raggiunge il mercato attraverso la compagnia Bio Foods.

I contadini di SOFA hanno appezzamenti inferiori a un ettaro, sui quali praticano tutti l’agricoltura biologica per tutelare l’ambiente e avere miglior qualità; ricevono una giusta retribuzione per i loro raccolti, sostegno tecnico, formativo e finanziario alla loro attività, e beneficiano di programmi di sviluppo finanziati con il premio Fair Trade. I produttori di SOFA producono tè biologico nelle varietà nero e verde; accanto al tè, Ctm altromercato importa polvere di cocco per la linea cosmetica Natyr.

Il tè verde Green Fannings viene coltivato con metodi biologici ad un'altitudine tra i 600 e i 1.200 metri. Dopo la raccolta e la selezione, le foglie di tè verde sono lasciate appassire, ma non fermentare come avviene per il tè nero. In tal modo, la clorofilla presente nelle foglie non viene alterata e il tè conserva così il suo caratteristico colore verde scuro e il suo naturale contenuto di polifenoli, dalle note proprietà antiossidanti. Con la setacciatura, infine, si ottengono i frammenti (Green Fannings) contenuti nei filtri. Di colore giallo chiaro, questo tè ha profumo aromatico e delicato sapore erbaceo.

Il tè nero BOPF viene coltivato con metodi biologici ad un'altitudine superiore ai 1.200 metri e si può quindi definire high grown, cioè coltivato in altitudine, caratteristica che gli conferisce ottima qualità. Di grado BOPF (Broken Orange Pekoe Fannings), è ottenuto con le foglie spezzate (dette Broken), scelte tra quelle lunghe ed appuntite raccolte tardivamente quando si schiudono i germogli (chiamate appunto Orange Pekoe). Dopo la selezione, esse sono lasciate appassire e fermentare completamente fino a raggiungere il colore brunito, da cui deriva il nome di tè nero. Con la setacciatura, infine, si ottengono i frammenti (Fannings) contenuti nei filtri. Di colore dorato intenso e sapore deciso, questo tè è indicato per la prima colazione.

Ulteriori informazioni sul evento le potete avere consultando il sito della bottega: www.bottegatodomondo.it

 

- 27lug11

FOSSANO. “A tutti i clandestini del mondo”. Questa la dedica in apertura del bellissimo libro a fumetti di Edo Di Muro “Noir et Blanc en couleurs”, presentato Venerdì 22 maggio dalla Bottega Todomondo in collaborazione con la Fondazione Nuto Revelli, l’Associazione Amici di Nuto e il comune di Fossano.

Nel pittoresco cortile adiacente la Bottega, con la gentile disponibilità degli inquilini, l’autore cuneese ha presentato una delle migliaia di storie di emigrazione che da qualche decennio, ormai portano parecchi africani in Italia. La storia di Tyarà, il Bassarì che, fallito il suo tentativo di immigrazione, ritorna nella sua terra riscoprendo il valore e il senso della vita in armonia con la natura, padrone del proprio tempo e del proprio destino.

“ Non c’è paragone tra questo tipo di vita e quella che si conduce in occidente – dice Di Muro – Parlo, è chiaro, delle zone dove non ci sono guerre, perché il questo caso non c’è scampo. E sappiamo tutti che cosa c’è alla radice di tali guerre…”

Seduto di lato, vicino al muro su cui vengono proiettate le immagini della storia, Edo illustra i suoi disegni, li commenta, introduce annotazioni e riflessioni che gli provengono dalla profonda conoscenza di un continente che, da quando, con Arwina, la sua prima moglie Zulu, ha scelto come casa, lo ha adottato come un suo figlio. “ Arrete Edoardo” avevano scritto, infatti, su un cartello in prossimità della fermata dell’ autobus, in quartiere popolare di Dakar, quando Di Muro abitava in Senegal ed era solito servirsi del servizio pubblico.

Davvero straordinari sono i suoi disegni: Di Muro è attentissimo e minuziosissimo nel documentare personaggi, animali, abitazioni, alberi, la natura intera. Il suo tratto è magico e finissimo ed esula da qualsiasi discorso stilistico. La sua arte è incasellabile in qualsiasi discorso o linguaggio critico e ciò che rappresenta, insistendo in modo quasi ossessivo sui particolari, è frutto della sua attenzione e della sua sensibilità. Ciò che lo guida è il suo intimo e il profondo rispetto per il mondo che lo circonda.

L’Africano bianco – come lo ha definito Manu Dibango, il grande musicista camerunense e per il quale Di Muro ha disegnato la copertina del disco “ Waka juju”- ha una profonda fiducia nelle potenzialità dei popoli del continente nero: “ Sono convinto che le speranze del mondo vadano riposte negli africani. Il loro modo di pensare, di affrontare la vita, la loro capacità di accontentarsi di poco, di stare vicino alla natura, di rispettarla, di comprenderla sono la loro forza in questo momento in cui il mondo occidentale e capitalista sta comprendendo che lo sviluppo ha dei limiti e va ripensato.”

Seduta, tra un pubblico attentissimo, c’è Pendà - la bellissima e dolcissima seconda moglie Bassarì di Di Muro – che annuisce e sorride alle osservazioni e alle battute spiritose del marito e che gli ha dato due maschi e una femmina, ora laureata in antropologia e impegnata in dottorato alla Sorbona di Parigi.

Al termine della serata, prima che il pubblico si stringa attorno all’autore per farsi firmare il libro, Abiba, gentilissima coinquilina della Bottega, offre a tutti il tè alla menta, preparato secondo la tradizione marocchina, accompagnato da deliziosi dolci ai datteri. E’ una simpatica conclusione per una serata che davvero non bisognava perdere.

Chi volesse acquistare il Fumetto “Noir et Blanc en couleurs” può trovarlo, ancora per un po’ di tempo, presso la Bottega Todomondo.

 

- 20lug11

Venerdì 22 presentazione da Todomondo

Un fumetto per scoprire la cultura africana

FOSSANO. “Noir et blanc en couleurs” (Bianco e nero a colori) è un titolo che sembra un paradosso. Soprattutto se si pensa che è il titolo di un fumetto: le vignette sono disegnate o in bianco e nero o a colori, viene da obbiettare. Eppure l’autore del libro, Edoardo Di Muro, sembra dirci che bisogna partire proprio da questa contraddizione perché un europeo possa conoscere l’Africa: da una parte il contrasto fra bianco e nero (emblemi di due razze?), dall’altra la polifonia dei colori che allude ad una cultura profonda e ancora sconosciuta. Il libro sarà presentato alle 21,30 di venerdì 22 luglio nei locali della bottega “Todomondo” in via Garibaldi 8. All’evento, sostenuto anche dalla Fondazione Nuto Revelli, l’associazione “Mai tardi”e il Comune di Fossano, parteciperà lo stesso Di Muro. Che racconterà come i suoi 30 anni trascorsi in Africa siano diventati questo fumetto. Leggerne le pagine significa entrare in una cultura diversa: che l’Europa fatica a capire, che talvolta minaccia. “La ricchezza non sta in ciò che possiedi, ma in ciò che ti circonda”,   ricorda l’autore. Lo sa Tyara, una delle figure più importanti del libro. Tyara appartiene al popolo Bassari, che vive tra il Senegal e la Guinea, ma preferisce definirsi semplicemente un “essere umano”. Animista, deve difendersi dal proselitismo delle altre religioni, dall’aggressività dell’Europa. La sua cultura gli insegna che tutti gli esseri viventi sono legati fra lori e al mondo. Tyara è un emigrante. Lascia la sua terra, attraversa il deserto e il mare, vive la clandestinità. Raggiunge l’Europa, perché spera di poter lavorare, ma le città dei bianche si rivelano luoghi più insidiosi di quelli che ha conosciuto nel suo viaggio. Di Muro mette in scena numerosi altri personaggi costretti allo stesso destino. Ne nasce un quadro variegato, ricco di intrecci e avventure.

 

- 13lug11

Di Andrea Ottolia

FOSSANO. “Noir et blanc en couleurs” (Bianco e nero a colori) è un titolo che sembra un paradosso. Soprattutto se si pensa che è il titolo di un fumetto: le vignette sono disegnate o in bianco e nero o a colori, viene da obbiettare. Eppure l’autore del libro – Edoardo Di Muro, italiano di nascita e africano d’adozione – sembra dirci che bisogna partire proprio da questa contraddizione perché un europeo possa conoscere l’Africa: da una parte il contrasto fra bianco e nero (emblemi di due razze?), dall’altra la polifonia dei colori che allude ad una cultura profonda e ancora sconosciuta.

Il libro sarà presentato alle 21,30 di venerdì 22 luglio nei locali della bottega “Todomondo” in via Garibaldi 8. All’evento, sostenuto anche dalla Fondazione Nuto Revelli, l’associazione “Mai tardi”e il Comune di Fossano, parteciperà lo stesso Di Muro. Che racconterà come i suoi 30 anni trascorsi in Africa siano diventati questo fumetto. Leggerne le pagine significa entrare in una cultura diversa: che l’Europa fatica a capire, che talvolta minaccia.

“La ricchezza non sta in ciò che possiedi, ma in ciò che ti circonda”,   ricorda l’autore. Lo sa Tyara, una delle figure più importanti del libro. Tyara appartiene al popolo Bassari, che vive tra il Senegal e la Guinea, ma preferisce definirsi semplicemente un “essere umano”. Animista, deve difendersi dal proselitismo delle altre religioni, dall’aggressività dell’Europa. La sua cultura gli insegna che tutti gli esseri viventi sono legati fra lori e al mondo.

Tyara è un emigrante. Lascia la sua terra, attraversa il deserto e il mare, vive la clandestinità. Raggiunge l’Europa, perché spera di poter lavorare, ma le città dei bianche si rivelano luoghi più insidiosi di quelli che ha conosciuto nel suo viaggio. Di Muro mette in scena numerosi altri personaggi costretti allo stesso destino. Ne nasce un quadro variegato, ricco di intrecci e avventure. C’è, ad esempio, N’Gozy, la prostituta minacciata dalla malavita. O Ablay, il mussulmano intransigente che ha vissuto la guerra civile del suo paese. O, ancora Mama Stella, che pratica il voodoo.

E c’è il camaleonte, una figura sacra ed emblematica. Con la sua straordinaria capacità di adattarsi all’ambiente, questo animale non divide il bianco e il nero. E’ simile all’arcobaleno; allude a una natura non più dominata, ma ascoltata. E incarna così l’anima dell’Africa e il messaggio dell’autore.

Che in modo simile dipinge le sue pagine di giallo quando vuole rappresentare il deserto, di verde per la foresta, di blu per la notte e di rosso per il sangue. I personaggi vengono disegnati con precisione anatomica; altrettanto rigorosa la descrizione dell’ambiente. Il tratto è impressionista, i ballons dei fumetti trasparenti, le scene danno un’impressione di movimento e velocità.

“Noir et blanc en couleurs” è la prima raccolta delle avventure di Tyara. Di Muro l’ha data alle stampe nella convinzione che “se i suoi amici europei capiscono meglio la sua storia, qualcosa in Africa sarà meno in pericolo, più protetto”.

Unico ostacolo alla lettura, la lingua in cui è scritto il libro che non è l’italiano ma il francese. “Durante la presentazione – spiega Nino Costantino, presidente della bottega “Todomondo” e responsabile del laboratorio didattico della fondazione Nuto Revelli – Di Muro illustrerà con il proiettore alcune delle tavole più significative, che permetteranno di capire la storia raccontata”. L’incontro fa parte di un progetto più ampio della bottega “Todomondo”: “in futuro vorremmo proporre altri libri su temi che riguardano la bottega – aggiunge Costantino-. ‘Noir et blanc en couleurs’ tocca il tema dell’immigrazione, uno dei più attuali in Italia”.

 

- 04mag11

 

- 20apr11

 

- 06apr11

 

- 30mar11

FOSSANO. La situazione degli immigrati nella città di Fossano, il livello di integrazione, le problematiche legate al lavoro. Sono alcuni dei temi che verranno trattati venerdì 1° aprile alle 20,45, nella sala Rossa del Comune di Fossano, in una serata dal titolo “Il mondo in città, presente e futuro dell'immigrazione a Fossano”. A promuovere la serata è la rivista “Di tutti i colori”, in collaborazione con la bottega del commercio equo e solidale “Todomondo” con il patrocinio del comune di Fossano. Tra i relatori Maria Paola Longo, dirigente della Scuola media “Sacco-Boetto-Paglieri”; Martin Soti, esponente dell'associazione albanese Besa; Medoune Fall dell'associazione Asfo (associazione dei senegalesi di Fossano) e Maurizio Bergia, assessore ai Servizi alla persona del Comune di Fossano.

Tra agio e disagio, tra problemi irrisolti ed esempi d'integrazione, si farà un bilancio del mondo dell'immigrazione nel nostro territorio.

Durante la serata verrà proiettato il film-documentario “Un mondo di lavoro” in cui dodici migranti che vivono in Granda raccontano in prima persona il proprio lavoro e la propria vita.

Il video nato nel 2009 e realizzato nell'estate del 2010 è il frutto della collaborazione di 16 associazioni del cuneese, che hanno deciso di fare una fotografia della situazione in provincia per conoscere e far conoscere i migranti che lavorano nella Granda. Hanno collaborato Orizzonti di pace, Mosaico (Bra), Acli, associazione albanese Besa, associazione marocchina Al Salam, quella romena Acasa, quella senegalese Asbarl, l'associazione somala Stella, il Cic (Coordinamento immigrati Cuneo), Dalla parte dell'educare (Mondovì), Di tutti i colori, Granello di senape (Bra), Insonia (Racconigi), laboratorio teatrale Albatros (Alba), MondoQui (Mondovì), sportello immigrati Saluzzo e Voci del Mondo (Dronero).

Ne è nato un cofanetto che contiene il documentario in dvd, un questionario e un libretto. Nel film (30 minuti, regista Remo Schellino) dodici migranti di diversa provenienza e settore di lavoro ci parlano in prima persona del loro lavoro e della loro vita in Italia. Nel libretto, una larga serie di interviste e nove strisce a fumetti realizzate magistralmente dal grafico Giorgio Sommacal.

Il questionario da conto delle risposte di 406 lavoratori migranti a una nutrita serie di domande poste loro da 40 rilevatori volontari che, a partire dal lavoro, ne sondano a tutto campo la realtà e le oppinioni.

Tutto questo materiale è disponibile e visionabile sul sito www.dituttiicolori.net

In particolare, il libretto e i risultati del questionario si possono consultare e scaricare cercandoli nell'homepage in basso a sinistra nella sezione dei “documenti scaricabili”.

Tutto il progetto è stato realizzato grazie al contributo fondamentale del Centro servizi per il volontariato “Società solidale”. Tra i protagonisti del video che sarà proiettato venerdì sera, anche due immigrati che ora vivono e lavorano a Fossano. Si tratta di Arben Jera, albanese impiegato nella filiale di Villastellone della Cassa di risparmio di Fossano, e Su Yu, donna cinese, badante presso una famiglia di Boschetti.

Nelle loro parole troviamo la loro storia, i sogni e i desideri di chi ha lasciato il proprio paese, per scelta o per necessità, nella speranza di un domani migliore per sé e per i suoi famigliari.

Al termine del video, una frase, un messaggio forte che parla di dignità dei lavoratori e, prima ancora, di dignità delle persone: “Ci considerano braccia da lavoro, da sfruttare e gettare quando non serviamo più. Ma siamo uomini e donne tutti interi: abbiamo un passato cui siamo legati, un presente non sempre facile, soprattutto abbiamo voglia di futuro, per noi e i nostri figli”

Di Walter Lamberti

 

- 23mar11

FOSSANO. E' ormai consolidato che gli incontri al castello degli Acaja in sala Barbero registrino ottima partecipazione, e così è stato per quello di sabato 19 pomeriggio dal titolo "Povera Italia", organizzato dalla fondazione Nuto Revelli, in collaborazione con il Comune, Todomondo e il nostro settimanale, che ha visto due ospiti illustri a confronto.

Marco Revelli (figlio di Nuto) storico, docente di Scienza della Politica all'Università del Piemonte orientale e responsabile di Cies (Commissione d'indagine sull'esclusione sociale) e Aldo Bonomi, sociologo, fondatore del consorzio "Aaster", direttore della rivista "Communitas" e opinionista de "Il Sole 24 ore" e "Il Corriere della Sera" che, prendendo spunto dai loro rispettivi ultimi libri "Poveri noi" e "Sotto la pelle dello Stato", hanno offerto spunti e chiavi di lettura per comprendere meglio l'attuale crisi italiana, ipotizzando un possibile futuro migliore. Così commenta Stefano Gemello, che ha portato il saluto da parte dell'Amministrazione cittadina.

Dopo l'apertura curata da Nino Costantino della Fondazione Nuto Revelli, la parola è passata al giornalista Mario Cordero che ha introdotto le due personalità: “I loro testi sono un semplice pretesto per parlare di problemi attuali e capire che cosa unisce questi due studiosi dai percorsi differenti. Di certo, un rapporto empatico con la realtà che studiano; un osservazione partecipata alle problematiche in cui si mette al lavoro il proprio sentire; la volontà di raccontare la realtà in modo diverso, forzando le parole per dire qualcosa di inedito”. 

Il gioco è iniziato senza difficoltà e i due autori, a turno, hanno parlato uno del libro dell'altro, sottolineando il pensiero comune e la reciproca convergenza rispetto a determinate tematiche.

Io e Marco ci vediamo di rado – interviene Aldo Bonomi – e spesso in momenti pubblici; la nostra potrebbe essere definita un'amicizia a priori. Ci muove la medesima critica verso le “guerre giuste o umanitarie” di cui la Libia ne è un chiaro esempio e l'argomento povertà l'abbiamo entrambi lungamente trattato”.

Nel libro di Revelli, sottolinea Bonomi, la povertà si nasconde sotto il tappeto e smentisce la tesi tremontiana secondo cui l'Italia non è povera e che sulla famiglia si può fare leva per ristabilire gli equilibri, ben sapendo che in realtà non è così: le famiglie non possono essere usate politicamente e la soglia di povertà sta aumentando. Si parla infatti d'impoverimento, di proletarizzazione del ceto medio, che deve superare la vergogna della miseria per chiedere aiuto. Otto milioni di italiani rientrano nella “povertà relativa” e altri tre in quella “assoluta”. A tal proposito, il cardinale Tettamenzi ha istituito un fondo laico di aiuto a persone in difficoltà, (un milione di euro proveniente dalla Curia): il 53% di chi chiede aiuto sono migranti regolari; il 20% il ceto medio, i cosiddetti nuovi poveri, gli impoveriti.

Nel titolo del libro di Revelli – riprende la parola Cordero – la virgola tra poveri e noi significa che siamo direttamente chiamati in causa, che la povertà è un problema anche nostro, non più solo altrui”.

Un paese socialmente, moralmente e politicamente fragile, che non ammette di esserlo. Concetti trascurati e inconsueti nel commento politico o sui media. Un paese distante dall'immagine che offre di sé, caratterizzato da una realtà irriconoscibile agli occhi dei suoi stessi protagonisti.

Ci si ritrova in una società che non ce la fa più, afferma Bonomi, in cui la “deprivazione”, la povertà vera e propria, caratteristica della modernità, fa credere che tutto sia possibile e raggiungibile, quando in realtà così non è.

Con Aldo – afferma Marco Revelli – ci conosciamo da una ventina d'anni e i nostri percorsi si sono intrecciati; l'approccio comune è la disponibilità all'ascolto: l'andare a vedere per poter testimoniare. Ci troviamo di fronte a un impotenza politica che non controlla più nulla, illudendosi di farlo attraverso la forza; stiamo vivendo un apocalisse culturale con la fine... non del mondo, ma di un mondo, con conseguente sradicamento, disorientamento, impoverimento collettivo e dissipazione di energie”.

Nel pensiero di Bonomi, la bolla di rancore, che ha fatto cambiare il carattere del Paese, causandone l'indurimento, nasce dalla deprivazione, che corrode la solidarietà e che unita all'apocalisse culturale (il 50% dei giovani immagina il proprio futuro all'estero) genera spaesamento. L'antidoto contro la chiusura, ovvero il rancore, è l'alleanza tra la comunità operosa (quella che fa) e la comunità di cura costituita da insegnanti, medici, volontari e associazioni.

Oggi, il “territorio”, termine inflazionato e la “comunità”, termine in disuso devono dialogare. Il territorio deve essere prima pensato e poi abitato per creare una comunità, ovvero coesione. Dunque ne deriva, sostengono i due relatori, che la politica deve riterritorializzarsi per legittimarsi a fare ciò che deve, ovvero unire, far da collante, mettere insieme, facendo dialogare le comunità e il territorio. Il tutto accompagnato da una redistribuzione del reddito, cumulato nelle fasce alte, con la finalità di riportarlo a livelli più bassi.

Revelli e Bonomi hanno concluso il dibattito, che ha visto la partecipazione del pubblico attraverso domande e riflessioni, con una nota di speranza e di velato ottimismo: qualcosa pare stia cambiando nelle coscienze individuali e collettive e la festa dellUnità d'Italia, il 17 marzo scorso, in qualche modo l'ha testimoniato.

Di Fiorenza Barbero

 

LA STAMPA - 19mar11

Oggi un incontro con Revelli e Bonomi

Oggi alle 17, nella sala polivalente del castello degli Acaja, incontro "povera Italia" con Marco Revelli, autore del libro "Poveri, noi" e Aldo Bonomi, autore di "Sotto la pelle dello stato". Moderatore Mario Cordero, ex direttore del sistema bibliotecario di Cuneo e autore di diversi saggi.

 

- 16mar11

FOSSANO. "Povera Italia" è il significativo titolo (a doppia interpretazione) dell'incontro in programma per sabato 19 marzo, alle 17, nella sala Barbero del castello Acaja. Protagonisti due scrittori che recentemente si sono cimentati sulla condizione del nostro Paese: Aldo Bonomi (autore di "Sotto la pelle dello Stato. Rancore, cura, operosità") e Marco Revelli (autore di "Poveri noi"). Moderatore dell'incontro Mario Cordero, già direttore del sistema bibliotecario di Cuneo e autore di diversi saggi. L'incontro è organizzato da "Todomondo", Fondazione Nuto Revelli, "Mai tardi" Amici di Nuto e "La Fedeltà". Con il patrocinio del Comune di Fossano.
Di seguito una breve recensione sui due saggi da cui partirà il confronto sabato.
POVERI NOI
Di Marco Revelli
Nel clima di crisi globale, anche in Italia stanno venendo alla ribalta questioni come l'impoverimento del ceto medio e le disuguaglianze crescenti, e tuttavia il racconto prevalente continua a rassicurare sulla tenuta complessiva del nostro Paese, sia dal punto di vista economico che sociale. Marco Revelli ha un opinione diversa. Utilizzando le statistiche ma anche le storie di cronaca, raccontando la difficile realtà dell'economia e della povertà ma anche le emozioni che corrono sotto la superficie visibile sui mass media, in questo libro Revelli ci mostra un Italia terribilmente fragile, in cui molti, caduta la speranza di migliorare le proprie condizioni, cercano un effimero risarcimento a danno degli ultimi, spingendoli sempre più giù, sempre più ai margini. Un paese in cui i fondamenti della convivenza civile e forse della stessa democrazia sono erosi dalle diseguaglianze e dal modo in cui la politica, invece di attenuarle, cavalca i risentimenti e il rancore da esse generati. Un paese in cui forse per la prima volta nella storia il motto del Boccaccio: "Sola la miseria è senza invidia", non è più valido.
SOTTO LA PELLE DELLO STATO
di Aldo Bonomi
Nella palude. La fase attuale della politica italiana potrebbe essere efficacemente riassunta così: da una parte il populismo di territorio di marca leghista, dall'altra il populismo del sogno berlusconiano. Nel mezzo una sorta di populismo giustizialista, marcato dai segni inquietanti dell'invidia sociale. Il tratto comune di questi fenomeni sta nel rinserrarsi cieco nei propri egoismi territoriali, nelle invidie di vicinato, nel gossip televisivo... Mai come ora c'è stato bisogno di politica, in grado di ripensare i comportamenti collettivi nel contesto di spaesamento prodotto dalla globalizzazione. Rancore, cura, operosità sono metafore sociali che indicano i modi differenti in cui i soggetti si relazionano di fronte alle difficili sfide poste dalla vita quotidiana. C'è un grave pericolo che bisogna evitare: la saldatura politica tra la "comunità del rancore", con le sue paure già quotate da tempo al mercato della politica, e le preoccupazioni e le angustie degli "operosi" che pur con mille difficoltà fanno impresa nella globalizzazione. Solo coniugando insieme la "comunità di cura" figlia del welfare e fatta di operatori, medici, insegnanti, impresa sociale, volontariato, che quotidianamente si impegnano sul territorio per produrre inclusione sociale, con il mondo degli "operosi" si potrà costruire una società aperta. Sta in questo corno la sfida della fase attuale.

 

LA STAMPA - 08feb11

Le bomboniere equo-solidali

La bottega equo solidale «Todomondo», in via Garibaldi 14, propone due appuntamenti per i futuri sposi. Domani alle 9 e il 19 febbraio alle 19,30 sarà presentata la nuova collezione di bomboniere «Emozioni solidali Altromercato». Si tratta di bomboniere prodotte nei Paesi del Sud del mondo secondo il criterio del trattamento economico dignitoso per i produttori. Ingresso libero.

 

- 15dic10

Non c'è in questi giorni caotici chi non faccia cenno allo stress della “caccia ai regali di Natale”. Tutti sperimentiamo quanto si rischia di trasformare questa tradizione del dono in occasione del Natale in una pratica che poco ha a che fare con il desiderio di far sentire la nostra vicinanza alle persone cui vogliamo bene. Perchè non sfruttare quest'occasione per dare un valore aggiunto al nostro dono? Questo è possibile se, oltre ad esprimere vicinanza a chi lo riceve, diventa anche l'occasione per aiutare chi ne ha bisogno. Sono tante le opportunità di questo tipo: in questa pagina ne elenchiamo alcune, a portata di mano.[...]

Regali equo e solidali a Todomondo

Alla bottega di Todomondo si possono trovare tante idee per un regalo “equo e solidale”: si può donare un cesto con i prodotti per una colazione con tè, caffè, cacao, zucchero, cioccolato e biscotti realizzati con ingredienti provenienti dal Commercio equo e solidale: un modo per iniziare la giornata con uno sguardo sul mondo e sui produttori sparsi nei diversi continenti. Ma si può donare anche il classico panettone (con uvetta e gocce di cioccolato provenienti dal commercio equo e solidale) con bottiglia di vino delle terre liberate dalla mafia. E ancora pacchi di pasta alla quinoa, riso dal Ecuador, zucchero dalle Filippine... per sperimentare sapori e ricette particolari.

Infine tanti prodotti artigianali di qualità che consentono alle donne dei Paesi in via di sviluppo di sostenere la loro famiglia. La bottega per il commercio equo e solidale Todomondo si trova in via Garibaldi (poco oltre il duomo). [...]

 

- 20ott10

FOSSANO. Bianco o Bruno? Quale zucchero mettete la mattina nel vostro latte? Due bustine apparentemente simili hanno in realtà contenuti diversissimi, per origine e lavorazione. Lo zucchero bianco – comune nelle nostre cucine – è un prodotto dell'industria alimentare. Si ricava dal succo di barbabietola o di canna e la produzione è operata attraverso l'uso di sostanze chimiche come il latte di calce e l'acido solforoso, che eliminano ogni componente vitaminica e minerale. Lo zucchero integrale di canna, invece, è più ricco dal punto di vista nutrizionale perché contiene altri zuccheri come il fruttosio e fornisce sali minerali come il calcio, fosforo, potassio, zinco, fluoro, magnesio e anche vitamine del gruppo A, B e C. Questa, in estrema sintesi, la lezione che abbiamo appreso dall'incontro che è avvenuto presso la Bottega Todomondo martedì 12 ottobre.

Ma, in realtà, l'incontro Ruth Salditos, in visita alle botteghe del commercio equo e solidale di Cuneo, Mondovì e Fossano e direttrice di Ftf - P (Fair trade roundation-Panay), un organizzazione non governativa che fornisce assistenza, servizi e lavoro di advocacy ai piccoli produttori, ai lavoratori e alle organizzazioni di donne, è stato molto di più.

Ruth è tra le fondatrici dell'associazione per l'emancipazione femminile Kabalaka (Women rise towards freedom) da cui è nata Pftc – Panay fair trade center, un'organizzazione di commercio equo che esporta zucchero Mascobado certificato Bio e Banana Chips verso quasi tutte le organizzazioni europee di commercio equo.

Nel corso dell'incontro pubblico in Bottega, Ruth – che si trova in Italia nell'ambito della campagna di Altromercato equo per tutti – ci ha raccontato qualche scampolo della sua vita che ha impegnato quasi tutta nell'ambito del settore dello sviluppo e del commercio equo.

Sposata, 49 anni, è stata invitata come relatrice a numeroso conferenze e campagne, principalmente in Europa. Nelle comunità rurali e urbane filippine ha tenuto molti corsi per genitori e studenti, soprattutto sull'importanza di una nutrizione corretta.

Pftc, ha continuato Ruth, vuole agire per cambiare le tendenze globali di mercato, ingiuste verso i piccoli produttori, creare e rafforzare un mercato di prodotti dei gruppi di base, offrire retribuzioni dignitose ai produttori abitualmente emarginati dal mercato, allargare quanto più possibile il coinvolgimento ad altre associazioni o organizzazioni e renderle partecipi della propria esperienza. L'isola di Panay sta assistendo infatti, al pari del resto delle Filippine, ad una crescente polarizzazione sociale causata dal prosciugamento del mercato monetario. Il divario creatosi permette alle classi più ricche di disporre di denaro da investire in industrie medio-piccole, mentre la maggioranza della popolazione, non trovando vie d'uscita alla disoccupazione e alla miseria, finisce per cadere nell'apatia, nell'alcolismo, nella droga, oppure cerca aiuto nelle sette fanatiche e nei vari gruppi armati governativi o ribelli.

L'incontro ha anche permesso a alcuni clienti presenti in Bottega di chiedere ragguagli sulla particolarità dello zucchero Mascobado che è – ha risposto Ruth – il nome con cui la popolazione filippina denota il tradizionale zucchero grezzo di canna. La particolare lavorazione artigianale, che avviene senza centrifugazione e con l'ebollizione ripetuta del succo di canna, permette di ottenere uno zucchero ricchissimo di vitamine e minerali (ferro, fosforo, potassio e sodio) e fa si che questo zucchero trattenga tutti gli elementi nutritivi che normalmente si perdono nelle successive raffinazioni necessarie per sbiancare il prodotto.

Oggi la produzione di Mascobado, che era stata abbandonata quasi completamente all'inizio degli Anni '80, quando le Filippine si riempirono di grandi raffinerie per la produzione di zucchero industriale sbiancato, si è riorganizzata grazie a cooperative di piccoli produttori sostenuti da Pftc e dal Commercio equo ed è completamente biologica e rispettosa dell'ambiente. I residui di lavorazione vengono infatti usati come combustibile per i forni o come aggreganti per il compost.

L'incontro è proseguito con una cena al ristorante “Pian del bosco” dove Ruth Salditos ha incontrato i volontari delle tre botteghe a cui si sono uniti, per l'occasione, i volontari di Boves. La cena è stata preceduta da una discussione approfondita sulla situazione del commercio equo e sulle sue ricadute sui produttori locali. In conclusione la nostra ospite ha voluto ringraziare tutti i presenti per l'ospitalità e per il lavoro svolto cantando due brevi canzoni, una delle quali dedicata alle donne e al loro impegno nella società.

 

- 13ott10

Promozione fino a domenica 17 ottobre

"Equo per tutti": offerte alla Bottega Todomondo

FOSSANO. Alla Bottega del commercio equo e solidale Todomondo, in via Garibaldi 8, prosegue fino a domenica 17 ottobre la promozione dei prodotti del Commercio equo e solidale legati all'iniziativa “Equo per tutti”. Con una spesa di 20 euro si riceveranno in dono una confezione di caffè miscela classica e un pacco di zucchero Picaflor. Chi supererà la spesa di 40 euro avrà, invece, diritto a ricevere in regalo una confezione di caffè miscela Pregiata, una confezione di assaggi di zuccheri e una borsa di cotone. Ma non si tratta, evidentemente, solo di regali.

Equopertutti” è innanzitutto una festa, una festa alla quale tutti sono invitati. Padrone di casa è Altromercato, a cui Todomondo è associato, il consorzio non profit che guida la promozione dell'economia solidale in Italia e che si è fatto carico di una missione tanto importante quanto complicata: arrivare a una maggiore equità tra il nord e il sud del mondo a partire dal commercio internazionale, tutelando i diritti dei lavoratori e dei produttori isolati dal mercato delle multinazionali. E' un occasione per riflettere sulle abitudini di consumo, sulle responsabilità che ognuno di noi ha, in quanto consumatore, nella distribuzione della ricchezza mondiale e sul fatto che le scelte che compiamo ogni giorno influenzano le vite di milioni di persone. Mentre il giornale arriva nelle edicole (martedì 12) è ospite della Bottega di via Garibaldi, Ruth Salditos (che rappresenta i contadini organizzati di Pftc, un organizzazione di base che produce lo zucchero Mascobado e le banana chips nelle Filippine). Ne parleremo sul prossimo numero.

 

- 6ott10

FOSSANO. Continua il viaggio nelle letterature del mondo promosso dalla bottega equosolidale "Todomondo" in collaborazione con il Comune di Fossano e la Biblioteca civica. Mercoledì scorso, nella consueta cornice del cortile del Castello, è stata la volta della cultura senegalese, raccontata dalle parole del giovane e simpatico Talla, rappresentante dell'Associazione Senegalesi di Fossano.

Talla ha letto e spiegato alcuni passi del romanzo “I pezzi di legno di Dio” di Ousmane Sembène: “L'opera scritta nel 1960, è un grande affresco della società senegalese prima dell'indipendenza dall'oppressione coloniale: la vicenda si svolge infatti negli Anni 1947-48, data di un grave sciopero condotto dagli operai di una ferrovia di Dakar, che chiedevano il rispetto dei loro diritti e condizioni di vita e di lavoro dignitose. Il punto più alto del romanzo è la marcia di protesta delle donne, che mette in luce l'eroismo quotidiano della gente e in particolare la fora delle donne. I personaggi convincenti, lo stile scorrevole e la precisione nel ritrarre un'epoca fanno di questo libro un vero capolavoro della letteratura africana”.

Si tratta sicuramente di un opera molto attuale per le tematiche in essa trattate – ha commentato il direttore della Biblioteca Gianni Menardi -; siamo felici di ospitare questi incontri, che testimoniano la volontà di aprirsi a tutte le culture del mondo”.

La seconda parte dell'incontro ha avuto un sapore ancora più intimo e accogliente grazie alle prelibatezze offerta dalla “coloratissima” Sofia, che ha dato alcune delucidazioni sulla cucina senegalese, di cui il pubblico presente ha potuto apprezzare alcune prelibatezze: il tè, bevanda consumata alla fine di ogni pasto e realizzata con acqua abbondantemente zuccherata e menta fresca; involtini fritti ripieni di carne macinata; squisiti dolcetti profumati ai fiori d'arancio.

Per problemi tecnici, l'ultimo appuntamento della rassegna, annunciato per oggi, mercoledì 6 ottobre alle 17, è stato rinviato a data da stabilirsi. Protagonista di questo incontro sarà il Marocco. Ne daremo comunicazione sui prossimi numeri del giornale.

Marta Brizio

 

- 29set10

Prossimo incontro stasera, mercoledì 29

Cultura albanese al tè letterario

FOSSANO. Secondo appuntamento con il viaggio letterario, proposto ogni settimana nel cortile del Castello dalla bottega “Todomondo” in collaborazione con la Biblioteca civica: il pubblico intervenuto, oltre ad assaggiare il tè e i biscotti, preparati dai volontari del commercio equo, ha ascoltato con interesse le parole della giovane Leoreta Ndoci, scrittrice albanese residente a Cuneo e vincitrice, nell'ultima sezione “Lingua madre” del salone del libro di Torino, del premio speciale per il racconto più adatto ad una trasposizione cinematografica.

Leoreta, 24 anni, laureata in Italianistica e oggi mediatrice culturale, ha letto alcuni passi tratti da racconti e poesie scritte da lei o da altri autori suoi contemporanei, confermando che dopo anni di silenzio la letteratura albanese è esplosa, ma rischia di esaurirsi presto per la mancanza di giovani autori, legata al fenomeno migratorio e alla scarsa padronanza della lingua e degli strumenti di scrittura da parte delle nuove generazioni. “L'immigrato – ha affermato Leoreta – scrive sempre delle sue radici e del disagio provato nel dover lasciare i volti conosciuti, i ricordi, la propria terra. Io personalmente sono felice di sentirmi sia albanese sia italiana, ma ho provato sulla mia pelle le grosse difficoltà di chi non si sente accolto dagli altri e viene trattato con sospetto e diffidenza”.

Diverse le riflessioni emerse durante l'incontro: “ Il confronto tra identità diverse è sempre bello e positivo – ha detto Nino Costantino, uno degli organizzatori – , ma purtroppo non tutti sono ancora pronti a mettersi in discussione”.

Marta Brizio

 

Todomondo, El fardel e Frascati – 12

Negozi e barriere

FOSSANO. Sono sempre più numerosi i negozi che si preoccupano di abbattere le barriere architettoniche. Da quando, in collaborazione con l'Osservatorio delle barriere architettoniche, abbiamo avviato questa rubrica, molti commercianti ci hanno telefonato per segnalare la loro iniziativa: questo dimostra che si è venuto a creare quel circolo virtuoso che l'Osservatorio auspicava. Questa settimana segnaliamo quanto realizzato de tre negozi: Todomondo, El fardel e profumeria Frascati.

Todomondo, la bottega per il commercio equo e solidale di via Garibaldi, per eliminare uno scalino e sostituirlo con un piccolo scivolo in pietra, ha dovuto procedere ad un lavoro di non poco conto. “Abbiamo dovuto spostare la vetrina al posto della porta e viceversa – spiega Miranda, una delle volontarie – perchè, nel punto in cui si trovava la porta, la pendenza del pavimento dei portici era tale da creare un dislivello”. Il lavoro è stato realizzato in concomitanza con la ristrutturazione per l'apertura del negozio.

El fardel, negozio di articoli per la casa in via Roma, ha reso possibile l'accesso con una pedana in metallo, soluzione adottata da molti altri negozi che si affacciano sotto i portici. La zigrinatura anti-scivolo della pedana rende sicuro l'accesso e nello stesso tempo tiene fermo il tappeto. “Le Clienti sono molto soddisfatte perchè riescono a entrare con il passeggino senza problemi – dice la titolare - ; l'avessimo fatto prima”.

La profumeria Frascati di via Giuseppina Falletti, approfittando dei lavori di riasfaltatura della strada, che creavano comunque disagio, ha realizzato una pedana in pietra molto elegante; glia angoli del bordo della vetrina sono stati smussati e arrotondati, perchè avrebbero potuto essere pericolosi soprattutto per i bambini. Igor Calcagno, che giovedì scorso ha provato per la prima volta l'accesso senza barriere, si è detto molto soddisfatto. “ Prima ero costretto ad aspettare fuori che qualche cliente mi chiamasse la titolare – dice – ; ora posso entrare anch'io come tutti gli altri. E' tutta un'altra cosa. E poi, anche esteticamente, il risultato è molto bello”.

l.a.

 

- 22set10

Tè, biscotti e letteraturanell'incontro al castello

FOSSANO. Un incontro piacevole, un vero momento di relax il "tè delle cinque" proposto dalla Bottega per il commercio equo e solidale, in collaborazione con la Biblioteca civica. Mercoledì scorso si è tenuto il primo dei quattro incontri previsti nel cortile del Castello: appuntamenti durante i quali, a turno, alcune comunità straniere di Fossano offrono il tè del commercio equo preparato secondo la loro tradizione e leggono alcuni passi dalla tradizione letteraria del Paese di provenienza. La scorsa settimana è stata la volta della comunità somala, attiva in città attraverso l'associazione Stella. E' stata proprio una componente dell'associazione, Fardowsa, (21 anni, rappresentante della 2^ generazione di immigrati) a leggere alcuni brani di autori somali tradotti in italiano ("Amo l'Africa" e " Una speranza sotto il sole"). Fardowsa ha spiegato di avere grande nostalgia per il suo paese, pur non avendolo mai visto. "come tanti miei amici somali, io non ho mai conosciuto la mia terra, ha detto - perchè nel mio Paese è in atto una guerra civile. Non solo è pericoloso il soggiorno, ma si rischia di non riuscire più a tornare in Italia. Però spero di poterci andare presto, perchè, anche se sono nata qui, le mie radici sono là". Fardowsa, figlia di Asha, presidente dell'associazione Stella, ha tre fratelli; ha frequentato l'istituto professionale turistico ed ora sta svolgendo il servizio civile al Monviso solidale. Le piacerebbe fare l'assistente di volo.

Terminata la lettura dei testi, le donne somale hanno offerto il tè, preparato secondo la loro tradizione e cioè mettendo in infusione il tè nero con lo zucchero, cannella e cardamomo (tutti prodotti disponibili alla bottega del commercio equo e solidale). I presenti hanno potuto degustare il tè insieme a biscotti della bottega e a paste di sfoglia ripiene di saporitissima carne cotta.

L'incontro è stato presentato dal direttore della Biblioteca Gianni Menardi che, portando il saluto dell'Assessore Paolo Cortese, si è detto molto soddisfatto della collaborazione avviata con la bottega del commercio equo e solidale e della possibilità di promuovere la letteratura attraverso questa originale modalità.

l.a.

 

- 15set10

Todomondo in collaborazione con la Biblioteca

Il tè delle cinque, viaggio letterario

FOSSANO. La Bottega per il commercio equo e solidale, in collaborazione con la Biblioteca civica, organizza quattro incontri intitolati "Il tè delle cinque con..." nel cortile del Castello dove, a turno, alcune comunità straniere di Fossano offriranno il tè del commercio equo preparato secondo la loro tradizione e varranno letti, in lingua originale e in traduzione, alcuni passi tratti dalla tradizione letteraria del Paese di provenienza. “Per ora – spiega Nino Costantino – incontreremo le comunità Somala, Senegalese, Albanese e Marocchina e, in seguito, se possibile, anche le altre. L'iniziativa nasce nell'ambito del progetto “Fossano Città equa e solidale” che concretizza, anche in questo caso, l'attenzione del Comune per i temi della solidarietà e dell'incontro. Non per nulla il discorso passa attraverso due strade importanti per la conoscenza tra culture e popoli diversi: il cibo e la letteratura. Non per nulla la manifestazione avviene con l'attiva collaborazione della Biblioteca civica, che fornirà il sostegno tecnico culturale agli incontri. È una piccola cosa, un semplice momento di incontro tra uomini e donne di culture diverse che condividono la vita nella nostra città, ma che vuole porre, però, le premesse per interventi più organici e strutturati. Assaggeremo il tè del Commercio equo e solidale preparato secondo la tradizione dei diversi Paesi e, nel contempo, ascolteremo alcune pagine tratte da opere della letteratura somala, senegalese, albanese e marocchina. Abbiamo per ora, contattato le comunità più organizzate e con cui esistono, già da tempo, contatti e conoscenze. Saremo lieti se gli altri gruppi presenti in città si faranno vivi per iniziare anche con loro un percorso di collaborazione”.

Gli incontri si tengono mercoledì 15, 22, 29 settembre e mercoledì 6 ottobredalle 16,30 alle 19.

Consigli di lettura

Ecco alcuni consigli per la lettura di autori somali

BAMBINI E RAGAZZI

Igiaba Scego, La nomade che amava Alfred Hitchcock

Anselmo Roveda, Il giorno in cui il leone regalò una coda agli animali

Pierre Fatumbi Verger, Orixàs

Mohamed Isse Hagi Abdi, Storie dell'Africa orientale

Alberto Ribè, L'elefante e il topo

Chantal Grosléziat, All'ombra del baobab

ADULTI

Nuruddin Farah, Chiuditi Sesamo

Nuruddin Farah, Segreti

Nuruddin Farah, Latte Agrodolce

Nuruddin Farah, Doni

Nuruddin Farah, Sardine

 

- 08set10

Le prime scarpe eque, solidali ed ecologiche

Passando di fronte alla vetrina di Todomondo in via Garibaldi 8 avrete senz'altro notato un paio di fiammeggianti sneakers rosse: si tratta delle Ethletic, le prime scarpe al mondo completamente eque, solidali, bio ed ecologiche. Le sneakers Ethletic sono calzature uniche nel loro genere perchè prodotte interamente con materiale Bio ed Eco al 100% e tramite un processo di lavorazione e realizzazione che si svolge nel massimo rispetto dei diritti dei lavoratori.

Sono le prime scarpe al mondo ad avere il marchio ufficiale Fairtrade, garanzia e certificazione del commercio equo e solidale. Hanno suole di gomma naturale con il marchio Fsc (Forest stewardship council), che certifica la provenienza ecologica della maggior parte dei delle materie prime che compongono queste scarpe, e la loro lavorazione avviene nell'ambito di un progetto Fairtrade che sostiene i lavoratori e le loro famiglie in Pakistan. Le scarpe Ethletic sono un ulteriore esempio di come sia possibile coniugare moda e stile nel rispetto della persona umana e dell'ambiente. Scegliere le scarpe Ethletic vuol dire preferire un prodotto etico dietro il quale non si nascondono abusi spesso presenti nelle logiche di mercato tradizionali come lo sfruttamento dei bambini o la repressione dei diritti sindacali, la discriminazione sessuale o la violazione del diritto alla salute. Acquistare un prodotto equo e solidale vuol dire introdurre all'interno del circuito prezzo-qualità-moda un fattore fondamentale come l'eticità sia del produttore, attraverso la scelta di materie prime ecologiche e di processi di lavorazione improntati sui criteri di giustizia sociale, sia del compratore. Il cotone utilizzato nella lavorazione delle scarpe Ethletic, proviene dall'India, è certificato Fairtrade; una certificazione di altissimo valore se si considera che solitamente la sua coltivazione richiederebbe l'uso di grandi quantità di pesticidi ed erbicidi che inquinano il terreno e le falde acquifere. Le scarpe etiche si vanno così ad aggiungere alla vasta gamma dei prodotti equi e solidali, che permettono al consumatore di essere protagonista attraverso la scelta del prodotto, traendo contemporaneamente un vantaggio economico e sostenendo una logica di mercato basata sulla cooperazione tra Nord e Sud del mondo.

Le Ethletic non sono ancora in vendita in bottega ma lo saranno presto.

Per informazioni rivolgersi in bottega o visitare il sito www.equosolidale.it

 

- 02giu10

Fossano. Si è conclusa venerdì, con la proiezione del film "Fortapasc" di Marco Risi, la rassegna organizzata dalla bottega per il commercio equo e solidale e da Libera, l'associazione fondata da don Ciotti contro le mafie, in collaborazione con il centro commerciale naturale In Fossano.

Iniziata alla grande con un riuscitissimo concerto in piazza Manfredi, la rassegna è proseguita lunedì sera al castello con l'incontro con alcuni produttori delle cooperative di “Libera Terra” e con il presidente di Libera Piemonte. Martedì 25 maggio gli stessi produttori hanno incontrato alcune classi del Liceo Ancina e del Istituto Vallauri. “L'incontro ha suscitato molto interesse tra gli studenti – spiega Nino Costantino, coordinatore della rassegna – che non finivano di porre domande ai rappresentanti delle cooperative di Libera Terra”.

Il concerto

Piazza Manfredi gremita, domenica scorsa, in occasione del concerto “Per una storia del Riff”, dell'Istituto civico musicale Baravalle, durante il quale si sono alternati numerosi gruppi di giovani musicisti e sono stati letti brani tratti da “Ad alta voce”, il libro scritto da Antonina Azoti, figlia del sindacalista Nicolò, una delle 900 vittime della mafia. “In questa serata di musica e parole, grazie al prezioso contributo del <<Baravalle>> - ha detto l'assessore Paolo Cortese – vogliamo dire il nostro no alla mafia e a tutte le mafie”. Cortese ha anche sottolineato come il recente disegno di legge sulle intercettazioni costituisca un impedimento anche alla lotta contro la mafia. “La mafia non è solo un problema del Sud Italia – ha proseguito Patrizia Bausano di Todomondo – gli investimenti ed il riciclo del denaro sporco vengono fatti principalmente al Nord”.

Incontro con i produttori di “Libera Terra”

Lunedì sera a Fossano si è parlato di mafia, ma soprattutto si è parlato di libertà, di coraggio, di desiderio di riscatto: questi i temi centrali dell'interessante incontro, organizzato nell'ambito della rassegna ideata dalla bottega Todomondo e dal centro commerciale InFossano, dedicato alle cooperative “Libera Terra”.

La mafia è un impresa criminale che detiene il potere su gran parte del nostro territorio e ogni anno crea ricchezza illecita per circa 90 miliardi di euro – ha spiegato Valentina Sandroni di “Libera Piemonte” introducendo la serata -. La mafia pervade la nostra cultura, nutrendosi del senso diffuso di immoralità e illegalità. L'unico mezzo per contrastarla è non agire da soli ma in rete, e proprio con questo spirito di gruppo è nata Libera, un insieme di associazioni, gruppi e cooperative che vogliono combattere la mafia attraverso due parole chiave: memoria (ricordando sempre chi ha dato la vita per non piegarsi alla delinquenza) e impegno (per agire concretamente nella comunità realizzando un'alternativa al modello mafioso)”.

La legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie prevede l'assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti – associazioni, cooperative, Comuni, Provincie e Regioni – in grado di restituirli alla cittadinanza tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro. Il lavoro sui terreni confiscati ha portato alla produzione di olio, vino, pasta, taralli, legumi, conserve alimentari e altri prodotti biologici realizzati dalle cooperative di giovani in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Lazio e contrassegnati dal marchio di qualità e legalità “Libera Terra”.

Una di queste cooperative è “Placido Rizzotto”, presentata a Fossano da Francesco Galante e Angelo Sciortino: “La nostra avventura è iniziata nel 2001 vicino a Palermo, sui terreni confiscati a boss del calibro di Brusca e Riina e fino a quel momento lasciati in totale stato di abbandono; il nostro scopo era quello di generare un economia pulita e giusta che restituisce dignità a chi vive in quelle terre tristemente note per essere il cuore della mafia siciliana. Il metodo di coltivazione scelto sin dal inizio è stato quello biologico e le produzioni del tutto artigianali, al fine di garantire la bontà e la qualità dei prodotti. I primi anni abbiamo subito minacce e intimidazioni, scontrandoci spesso con la diffidenza e la paura della gente; oggi abbiamo la fila di chi vuole venire a lavorare con noi e possiamo dire di aver aperto una breccia nel muro di criminalità e omertà eretto dalla mafia offrendo un alternativa valida all'illegalità, un attività che offre ricadute positive su tutta la collettività, dai lavoratori che ottengono una giusta paga alle giovani generazioni che vedono lentamente verificarsi un cambiamento di mentalità”.

A dimostrazione che il problema della mafia non è poi così lontano da noi (sono un centinaio, infatti, i beni confiscati alla mafia in Piemonte e purtroppo molti di essi non sono ancora stati assegnati), sono intervenuti anche Sara e Roberto della cooperativa “Cascina Caccia”, sorta a 30km da Torino su un terreno appartenuto alla famiglia calabrese dei Belfiore: “Gestiamo un terreno su cui ciltiviamo 194 noccioli e ospitiamo le api da cui ricaviamo miele e, grazie alla collaborazione con un istituto di arte bianca, ottimo torrone; ma soprattutto Cascina Caccia vuol essere un luogo d'incontro e aggregazione, uno spazio per la collettività in cui dialogare, scambiarsi aiuto ed esperienze e insegnare ai più giovani il rispetto della legalità e dell'ambiente, i valori della condivisione, del sacrificio e dell'onestà”.

La serata si è conclusa con una piacevole degustazione dei prodotti delle cooperative offerta dai volontari di Todomondo: “Aspettiamo in bottega tutti coloro che vogliono fare qualcosa di concreto contro la mafia. Non è vero che non si può agire: l'acquisto di un prodotto che arriva da un terreno confiscato è già un piccolo grande gesto per dare valore a queste preziose esperienze”.

Marta Brizio

Fortapàsc

Interessante il film di Marco Risi proiettato in Cascina Sacerdote a conclusione della rassegna. Qualche problema nella proiezione ha reso un po' difficoltosa la comprensione dei dialoghi, di cui tuttavia si è colto il senso. Il film racconta la vicenda di Giancarlo Siani, giovane giornalista ucciso sotto casa a 26 anni (nel 1985) da dieci colpi di pistola. Siani lavorava per “Il Mattino” ed è stato ammazzato dalla camorra. Fortapàsc è un termine volutamente storpiato che evoca il Fort Apache della tradizione western rendendo il senso dell'assedio a Torre Annunziata da parte della malavita.

Carlo Turco, chiamato a introdurre la serata, ha fatto un parallelo tra il film di Risi, girato esattamente 25 anni fa, e il film “Gomorra”, tratto dall'omonimo libro di Saviano . Roberto Saviano, 25 anni dopo, è la prosecuzione di Giancarlo Siani. Anche lui giovanissimo, alle prese con la camorra, ricostruisce vicende nascoste grazie alla volontà di andare a fondo, di non fermarsi, di indagare. Turco ha messo in evidenza le assonanze, ma anche le dissonanze. Siani era assolutamente vulnerabile: senza scorta, viaggiava su una buffa Citroen Mehari scoperta (un auto “leggera”, in plastica), mentre Saviano fa una vita blindata. Il film di Risi è solare, mentre Gomorra è cupo... due registi narrativi per parlare di uno stesso fenomeno; due film che mettono in evidenza l'importanza del giornalismo di inchiesta, del giornalismo “cane da guardia” del Potere.

Luigina Ambrogio

 

- 26mag10

Fossano. Venerdì 28 maggio, alle 21 in Cascina Sacerdote, si conclude la rassegna organizzata da Todomondo (la bottega del commercio equo e solidale) a sostegno di Libera (l'associazione che si batte contro la mafia) con la proiezione del film "Fortapasc" di Marco Risi; introduzione di Carlo Turco, esperto di cinema. Il registra racconta la storia del giornalista Giancarlo Siani, ucciso sotto casa a 26 anni nel 1985 da dieci colpi di pistola. Siani lavorava per il Mattino ed è stato ammazzato dalla camorra. Fortapasc è un termine volutamente storpiato che evoca il Fort Apache della tradizione western rendendo il senso dell'assedio alla città da parte della malavita. Nello stesso tempo descrive la drammatica situazione partenopea nei giorni dall'assassinio di Giancarlo Siani, ucciso da un comando camorrista.

 

LA STAMPA - 23mag10

Antonella Balocco

FOSSANO. Sono quattro gli appuntamenti che la bottega equo e solidale "Todomondo" promuove in collaborazione con "Libera", l'associazione nazionale di per la lotta alle mafie (fondata da don Ciotti) e i commercianti del centro commerciale naturale "In Fossano". Stasera il primo appuntamento, alle 21, in piazzetta Manfredi, con il concerto "Per una storia del Riff", a cura dell'Istituto civico musicale "Baravalle", durante il quale verranno letti brani tratti da "Ad alta voce", il libro scritto da Antonina Azoti, figlia del sindacalista Nicolò, vittima di mafia.

Domani alle 21, nella sala polivalente del castello, incontro con I produttori di cooperative di "Libera Terra" e il presidente di Libera Piemonte, che racconteranno le loro esperienze. Martedì 25 maggio I produttori incontreranno gli studenti del Liceo "Ancina" e dell'Istituto "Vallauri". Ultimo appuntamento venerdì 28 maggio, alle 21, a "Cascina Sacerdote" con il film di Marco Risi "Fortapasc", introdotto da Carlo Turco. Lo scopo è di diffondere il lavoro svolto da "Libera", nella lotta alla mafia, in particolare per l'uso sociale dei beni sequestrati alle cosche.

La legge Rognoni-La Torre stabilisce l'utilizzo sociale dei beni confiscati: dal 1982 al 2009 sono stati 8.933, per un valore di oltre 600 milioni di euro. Più della metà sono stati destinati ai Comuni o allo Stato per finalità istituzionali o sociali. Circa 3000 beni rischiano di tornare in mano alle mafie: è stato approvato un emendamento che prevede la vendita dei beni che entro 3 mesi dalla confisca non abbiano trovato una destinazione sociale. "Libera si è opposta a questo emendamento con una raccolta firme a cui abbiamo aderito - dichiara Nino Costantino responsabile di Todomondo -. La lotta alla mafia passa anche tramite cooperative di giovani che lavorano le terre sottratte all'illegalità". I Commercianti di In Fossano esporranno nelle vetrine i prodotti di "Libera Terra".

 

- 19mag10

Una rassegna a Fossano per parlare di lotta alla mafia

Todomondo per Libera

"Non si mettano all'asta I beni sottratti ai mafiosi"

Di Laura Serafini

FOSSANO. Quattro giorni di iniziative per far conoscere l'illegalità, la lotta alle mafie, il lavoro legale, i risultati ancora da ottenere. La bottega del commercio equo "Todomondo" e il centro commerciale naturale "In Fossano" hanno infatti organizzato la manifestazione per diffondere il lavoro che l'associazione Libera sta facendo nella lotta alla mafia, in particolare sulla battaglia per l'uso sociale dei beni sequestrati alle mafie. Il lavoro dell'associazione Libera, così come quello che portano avanti le scuole e molti altri enti, è infatti insegnare ai ragazzi l'importanza della Costituzione, testo fondamentale della nostra democrazia, e tutte le leggi che governano il nostro vivere quotidiano ed il nostro paese.

"Se si parla di legalità facendo riferimento alle vicissitudini degli ultimi anni, si ha l'impressione che le leggi siano state fatte per non essere osservate" - spiega Nino Costantino -. La legge Rognoni - La Torre, entrata in vigore a seguito dell'assassinio del generale Dalla Chiesa, stabilisce infatti l'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, confische che da 1982 al giugno 2009 sono arrivate a quota 8.933, per un valore di oltre 600 milioni di euro. Più della metà di questi beni sono stati destinati allo Stato o ai Comuni per finalità istituzionali o sociali, ma oggi oltre tremila rischiano di tornare in mano alle mafie. E' infatti stato approvato un emendamento alla Finanziaria, che stabilisce la vendita di questi beni confiscati che entro tre mesi non abbiano trovato destinazione. Questo significa che la malavita potrà tornare proprietaria semplicemente con un acquisto attraverso dei prestanomi. "Libera si è opposta a tale emendamento attraverso una raccolta di firme, sottoscritta anche da Todomondo - continua Costantino -. La lotta alle mafie e l'importanza della produzione si vedono nella nascita di cooperative di giovani che lavorano su terreni sottratti all'illegalità: questo è un grande passo. Noi avremo modo di parlare, durante la manifestazione, con 3 produttori, due che lavorano in Sicilia ed uno in Piemonte. Si è ancora troppo convinti, infatti, che la mafia sia soltanto un problema del Sud, ma non è così: c'è una rete molto fitta in tutta la penisola e riguarda tutti i settori, anche e soprattutto il mercato alimentare e ortofrutticolo".

"Credo sia una bella iniziativa, con una componente umana molto importante - commenta Alberto Spagnoli, presidente di In Fossano -. Il centro commerciale naturale è sempre molto attento a questa forma di iniziative, e di grande lavoro, così l'abbiamo appoggiata pienamente. I negozi sono stati molto sensibili, hanno capito il valore dell'iniziativa, ed hanno ad esempio esposto alcuni dei prodotti di << Libera Terra>>. Noi forse viviamo in un isola felice, che non conosce la presenza delle mafie, ma è importante che prendiamo coscienza delle altre realtà, e che facciamo un discorso altruista e sociale, senza chiudere gli occhi di fronte alla verità".

"Vorrei ringraziare, oltre al Centro commerciale In Fossano, anche l'editrice Esperienze ed il Comune di Fossano, che ha patrocinato l'evento - conclude Nino Costantino -. La nostra speranza è che il messaggio di Libera venga recepito, e che si inizi a riflettere sull'importanza della legalità".

Gli appuntamenti

Domenica 23 maggio, ore 21, piazzetta Manfredi. Concerto "Per una storia del Riff" a cura dell'Istituto civico musicale Baravalle. Durante il concerto verranno letti stralci di "Ad alta voce", libro di Antonina Azoti, figlia di Nicolò, una delle oltre 900 vittime della mafia, sindacalista della Cgil ucciso nel 1946.

Lunedì 24 maggio, ore 21, sala polivalente del Castello. Incontro con tre produttori di cooperative di "Libera terra" e del presidente di Libera Piemonte. Racconteranno la loro storia ed il loro quotidiano impegno per la legalità e la lotta alla mafia.

Martedì 25 maggio, I produttori incontrano alcune classi del Liceo Ancina e dell'Istituto Vallauri.

Venerdì 28 maggio, ore 21, Cascina Sacerdote. Proiezione del film "Fortapasc" di Marco Risi, introdotto da Carlo Turco.

 

- 12mag10

Legalità, democrazia e lavoro: rassegna a Fossano

Il 'miglior modo' per ricordare le vittime innocenti della criminalita' organizzata e' 'impegnarci tutti di piu', ognuno nel proprio ruolo, col suo contributo'. 

Così si è espresso Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in occasione della presentazione della 'XV Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie', che si è svolta a Milano lo scorso 20 marzo. Per contrastare la mafia l'impegno della societa' deve essere 'quotidiano'. Troppo spesso, infatti, si licenzia in modo superficiale il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Oggi le mafie investono in tutto il mondo e nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero. La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, e' un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilita' di business. 

Sono oltre 900 vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perche', con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Ma da questo terribile elenco mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare. Perche' i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle dei morti sul lavoro, della tratta degli esseri umani, i tanti morti provocati dal traffico degli stupefacenti, le vittime del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle avvelenate e uccise dalla criminalita' dei rifiuti'.

Per rispondere a questo appello e per far conoscere i risultati positivi della lotta alle mafie ,la Bottega del Commercio Equo “Todomondo” e l’associazione dei commercianti “InFossano”hanno pensato di organizzare una serie di iniziative che pongono al centro il tema della legalità, della democrazia e del lavoro. In modo particolare si porrà l’attenzione su una delle battaglie più significative di Libera e cioè quella per l’uso sociale dei beni sequestrati alle mafie. Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia del demanio sono stati sequestrati alle mafie, in base alla legge Rognoni-LaTorre, fino a giugno 2009, quasi 9000 beni e oltre 1000 aziende per un totale di oltre 600 milioni di euro. Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato. Proprio per questo motivo Libera si è mobilitata per impedire che ciò avvenga e ha già raccolto in tutta Itali più di 200000 firme contro la vendita dei beni confiscati.

Tuttavia molti di questi beni sono usati virtuosamente e molti giovani si sono riuniti in cooperative sociali  che producono prodotti alimentari di ottima qualità che stanno progressivamente trovando sbocco nei negozi di tutta Italia. Anche a Fossano, e non da oggi, tali prodotti (Olio, pasta, vino, passato di pomodoro, ceci, etc)si possono trovare da Todomondo e alla Cooperativa PerAltro.

Le iniziative di Todomondo

Ma veniamo alle iniziative che si svolgono con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Editrice Esperienze e della cooperativa Peraltro.

Il primo appuntamento, che si svolgerà in piazzetta Manfredi Domenica 23 maggio alle ore 21,sarà il Concerto “Per una storia del Riff” che il Civico Istituto Musicale Baravalle ha voluto dedicare alle vittime di mafia e durante il quale Silvia Manfredi e  Manlio Pagliero leggeranno alcuni passi del libro di Antonina Azoti “ Ad alta voce” che ricorda la morte del padre, sindacalista della CGIL ucciso nel 1946 durante le lotte per le assegnazioni delle terre della legge Gullo. Un nome, Nicolò Azoti, forse poco conosciuto ma che vale quanto quelli di Falcone, Borsellino, LaTorre, Rizzotto, Impastato  e che è simbolo di tutte le 900 e più vittime di mafia.

La sera successiva, Lunedì 24 maggio, alle ore 21, presso la sala Polivalente del Castello, sarà la volta dei produttori di alcune cooperative di Libera Terra che,presente il sindaco, assieme al Presidente di Libera Piemonte, parleranno della loro storia e del loro impegno quotidiano per la lotta per la legalità e la giustizia.

Martedì 25, i produttori incontreranno alcune classi delle scuole della città, mentre Venerdì 28 maggio alle ore 21 presso la Cascina Sacerdote sarà proiettato il film “Fortapasc” di Marco Risi, presentato da Carlo Turco.

In ognuna di queste occasioni La Bottega Todomondo allestirà un banchetto in cui si potranno degustare e acquistare alcuni prodotti delle cooperative di Libera Terra.

 

- 31mar10

FOSSANO. Sabato 20 marzo si sono tenute, rispettivamente a Roma e Milano, due manifestazioni nazionali a cui teniamo in modo particolare: la prima riguardava la mobilitazione a difesa dell'acqua pubblica, la seconda il ricordo delle vittime di mafia organizzata da Libera. Per quanto riguarda la prima, vogliamo ricordare che, con uno schiaffo agli oltre 400.000 italiani che due anni fa firmarono per una legge di iniziativa popolare, che giace nei cassetti delle Commissioni parlamentari, il 18 novembre 2009 la Camera, attraverso l'ennesimo ricorso alla fiducia, approvava il decreto Ronchi che radicava e ampliava un processo di privatizzazione dei servizzi pubblici locali, di dismissione delle proprietà pubblica e delle relative infrastrutture.

In tal modo l'acqua è posta sul mercato, sottoposta alle regole del profitto senza tener conto del fatto che, là dove è iniziata, la gestione privatistica dell'acqua ha prodotto aumenti delle bollette, riduzione degli investimenti per la modernizzazione degli acquedotti, impatto negativo sull'occupazione e aumento dell'infiltrazione della malavita che ha fiutato il grande affare dei servizi pubblici.

In realtà quanto si vuole imporre sull'acqua è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraverso l'intero pianete e vuol mettere la vita delle persone mentre è necessario riaffermare il valore dell'acqua come bene comune e diritto umano universale come spiega bene padre Alex Zanotelli nei suoi ripetuti appelli a favore dell'acqua pubblica.

Non abbiamo qui lo spazio per affrontare il problema su cui sarebbe importante che il Comune organizzasse una serata informativa, e rimandiamo, per le informazioni più dettagliate ai siti www.siacquapubblica.it e www.acquabenecomune.org

Il secondo appuntamento, la 15^ Giornata nazionale dell'impegno e del ricordo delle vittime della mafia, si è svolto a Milano dove già il giorno precedente è avvenuto l'incontro tra i familiari e, in seguito, il momento ecumenico di ricordo delle vittime.

Il tema al centro della Giornata, organizzata da Libera, è stato la dimensione finanziaria delle mafie. Troppo spesso, in fatti, si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. In realtà non è così: oggi le mafie investono in tutto il mondo e nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico e sfruttano attraverso il lavoro nero.

La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di buisness: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti. Libera, a cui recentemente Todomondo ha deciso di aderire, è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base nato nel 1995 che si impegnano per diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti di lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono solo alcuni dei concreti impegni di Libera.

Anche in questo caso vi rimandiamo per approfondimenti al sito www.libera.it e vi anticipiamo che stiamo lavorando ad un appuntamento a Fossano con I produttori di alcune cooperative agricole sorte sui territori confiscati alla mafia e di cui potete trovare i prodotti in Bottega.

 

- 24feb10

FOSSANO. Aloe vera dalla Thailandia, estratto di foglie non fermentate di tè verde dallo Sri Lanka; olio extra vergine di Argane dal Marocco, burro di Karitè dal Ghana ottenuto per pressione a freddo, olio di cocco non raffinato dall’Australia, oli essenziali puri di Lemongrass dal Nepal, di cannella e zenzero dall’Ecuador, estratto di camomilla dalla Bolivia…

Sono solo alcune delle materie prime naturali di prima qualità che compaiono come ingredienti maggioritari nelle creme, nei detergenti, negli shampoo, nei deodoranti Natyr disponibili presso la bottega.

Materie prime di cui la ricerca scientifica moderna ha accertato le proprietà nutrienti, emollienti, lenitive, idratanti e che da secoli fanno parte della cosmesi tradizionale di quelle genti, che da sempre le impiegano per il nutrimento ed il benessere della pelle.

Ingredienti di prima qualità, perché ottenuti con metodo tradizionali, ed importati in Italia secondo i principi di equità del prezzo di continuità nei rapporti, di dignità dei produttori. Anche in questo caso infatti, come per i prodotti alimentari e quelli artigianali già ben conosciuti, il commercio equo si rivolge al sostegno di quei progetti che hanno una ricaduta sociale sull’intera comunità, che escludono lo sfruttamento del lavoro delle donne e dei bambini, incentivando l’agricoltura biologica ed il rispetto ambientale attraverso produzioni ecocompatibili.

E così, dalla collaborazione tra la centrale d’importazione CTM Altromercato ed un laboratorio cosmetico artigianale accreditato di Forlì, sono nate le quattro linee di prodotti Natyr, studiate per la donna, l’uomo ed il bambino, e per le necessità dei loro diversi tipi di pelle: non solo creme ma anche maschere per il viso, olii per massaggio, sali da bagno, creme esfolianti, tonici, latti detergenti, dopobarba ed altro ancora. In attesa del lancio previsto peri prossimi mesi della quinta linea Natyr interamente biologica, per ben due settimane, dal 1° al 15 marzo, nelle botteghe d’Italia, restituendo l’invito che verrà distribuito in questi giorni, sarete accolti da una persona che vi illustrerà i prodotti e i progetti ad essi correlati, che ve li farà provare e che vi offrirà un sostegno nell’interpretazione dell’ingredientistica e della simbolistica. L’adesione all’iniziativa prevede anche un piccolo riconoscimento per raiteresse dimostrato: a tutti coloro che parteciperanno, verrà omaggiato un simpatico ed utile manufatto in materiale naturale realizzato da artigiani del commercio equo e solidale. Vi aspettiamo dunque dal 1 al 15 marzo, curiosi e numerosi da Todomondo, in via Garibaldi 8 a Fossano.

 

- 03feb10

FOSSANO. Un altro anno è trascorso e, per la nostra Bottega, è l’ora di interrogarsi sull’attività svolta e sui risultati raggiunti. Senza scendere nei particolari, proviamo a elencare quanto è stato proposto ai fossanesi, oltre alla normale attività di vendita e di sensibilizzazione: come è ormai tradizione, abbiamo organizzato la Colazione equa e solidale con i nostri prodotti, nei locali della Società operaia.

Nell’ambito della campagna “La fame non è giusta” abbiamo avuto un incontro pubblico con la responsabile di “Minka” - una delle principali cooperative che collabora con CTM Altromercato - Norma Velasquez. Durante la serata sono stati presentati anche i prodotti di Libera che si possono trovare, ormai stabilmente, presso la nostra Bottega; Norma Velasquez ha anche incontrato, nel corso della mattina precedente, due classi del corso Igea del Vallauri.

In collaborazione con il Cai e nell’ambito della campagna “Diritto al cibo” sono state organizzate tre serate sul turismo responsabile, un modo di viaggiare più consapevole e rispettoso delle popolazioni visitate. Rivolgendosi a Daniele Tavo, in Bottega, è possibile avere informazioni dettagliate sulle modalità di tali viaggi. Abbiamo aderito, in prova per un anno, all’associazione “In Fossano” per verificare la possibilità di incidere, anche solo parzialmente, sulla realtà del commercio locale. Continuano le Borse lavoro con Silvio, Renato e Cristina che forniscono la loro collaborazione alla nostra Bottega.

Per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente abbiamo completamente abolito l’uso delle sportine di plastica, che diventeranno fuorilegge col prossimo primo gennaio 2011. Le abbiamo sostituite, a pagamento, con borse in Mater-b, di carta o in cotone. Si è concluso positivamente l’esperimento dell’inserimento lavorativo in parttime e abbiamo deciso di rinforzarlo con il contributo di Elena, che, forte dell’esperienza presso la bottega di Mondovì, sarà presente in Bottega per 24 ore alla settimana. Una bella sorpresa sono Margherita, Claudia e Lidia, che hanno dato la loro preziosa disponibilità e che si affiancano, con gli altri volontari, al lavoro di Miranda ed Elena. Per approfondire questi argomenti e ascoltare il consuntivo economico dell’anno appena trascorso è stata convocata l’assemblea dei soci che dovrà procedere anche al rinnovo delle cariche sociali.

L’assemblea dei soci (la tessera Arci costa 15 euro e dà diritto a ricevere in omaggio un borsa in b-cotton col nostro logo) è convocata, nei locali di via Garibaldi 8, alle 5 di giovedì 18 febbraio in prima convocazione e alle 20,45 dello stesso giorno in seconda convocazione. L’Odg è il seguente: relazione del presidente; relazione amministrativa; elezione del CdA e rinnovo cariche sociali; varie ed eventuali.

 

- 06gen10

FOSSANO. Contrariamente, a quanto previsto, il primo gennaio 2010 non è scattato il divieto al decreto “Milleproroghe”, l’entrata in vigore della norma contenuta nella legge finanziaria 2007Continueremo quindi, per un anno, a produrre 300 mila tonnellate di buste di plastica, l’equivalente di 430 mila tonnellate di petrolio e di circa 200 mila tonnellate di CO2 emesse in atmosfera.

In Italia 2 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno tra i rifiuti e sono consumati non meno di 4 miliardi di sacchetti i cui tempi di degrado vanno dai 10 ai 20 anni. Nel 2002 sono state raccolte dai volontari di Legambiente oltre un milione e mezzo di buste di plastica, che equivale a una densità di 0,25 buste ogni metro quadro. Gettare sacchetti di plastica in mare o sulla spiaggia, inoltre, causa la morte per soffocamento di animali marini come le tartarughe,i delfini e le balene che le scambiano per meduse, il loro cibo prediletto. I sacchi da asporto hanno in Italia hanno un mercato di circa 500 mila euro l’anno.

Chi frequenta la nostra Bottega sa che, già da qualche anno, abbiamo adottato l’uso di borse in mater-b riciclabile e in carta che affiancavamo a quelle di plastica riusate . Da qualche mese, poi, queste ultime sono definitivamente sparite, mentre le borse ecologiche venivano concesse gratis solo con una spesa superiore ai 10 euro.

Con il nuovo anno, e nonostante la proroga del Governo,vogliamo dare il nostro piccolo contributo facendo leva sulla sensibilità dei nostri clienti chiedendo loro - e molti già lo fanno di propria iniziativa – di cambiare le proprie abitudini di spesa portando sempre con sé una borsa, come facevano le nostre mamme e nonne.

In bottega, evidentemente, saranno sempre a disposizione le borse, ma saranno a pagamento. Per la precisione la sportina in mater-b, che, dopo aver svolto la funzione di contenimento e trasporto della spesa, potrà essere usata per la raccolta dei rifiuti organici trasformandosi insieme ad essi in compost, cioè terriccio utile in agricoltura e giardinaggio, costera 12 cent.

Le borse di carta varieranno il loro prezzo in base alle dimensioni da 12 a 21 cent.

Si potranno acquistare, inoltre, per un uso più prolungato, borse in cotone biologico con il nostro logo, di due dimensioni. La più piccola costerà 5,60 euro e la più grande 7.

L’atto del trasporto della spesa è un atto assolutamente banale, ma importante per limitare l’impatto ambientale delle attività umane, e in ciò ci affianchiamo a parecchi punti vendita infinitamente più grandi di noi che, già da qualche tempo hanno, adottato questa politica.

Siamo sicuri che la sensibilità dei nostri clienti e dei nostri soci ci accompagnerà, ancora una volta, nelle nostre scelte, trasformando l’atto semplice dell’acquisto in un atto di attenzione per il mondo in cui viviamo.

 

- 02dic09

In che modo il commercio equo e solidale fa stare meglio i contadini?

Una delle domande che più frequentemente ci poniamo - e che, sicuramente, si pongono i consumatori che frequentano le nostre botteghe - riguarda i risultati raggiunti dal commercio equo, la sua efficacia sui soggetti che coinvolge, dai produttori ai consumatori. Insomma, il Commercio equo e solidale funziona? Per rispondere a questa domanda, CTM Altromercato ha promosso alcuni studi di impatto, a partire da quello che è l'obbiettivo principale del fair trade e cioè le condizioni di vita dei produttori e delle loro famiglie, nei Paesi del Sud del mondo.

Per misurare il cambiamento delle condizioni di vita dei produttori, gli studi condotti hanno preso in considerazione sia le conseguenze dirette sui produttori che quelle indirette.

Sintetizzando brevemente la situazione di Meru Herbs (di cui abbiamo ospitato il presidente in occasione della prima edizione di "Terra Madre"). Meru Herbs è un progetto idrico e un impianto di trasformazione, che portano acqua e lavoro ai contadini del Kenya centrale e coinvolge circa 500 agricoltori. La possibilità di irrigare i campi ha permesso ai contadini Tharaka di superare l'agricoltura di sussistenza per dedicarsi anche a frutta e erbe che possano venire vendute sul mercato. Questi prodotti vengono consegnati a Meru Herbs dove diventano marmellate e tisane, contraddistinte dai sapori equatoriali come il carcadè. Dal 1999 Meru Herbs prosegue sulla strada del biologico. Lo studio d'impatto ha analizzato un campione di 120 produttori divisi tra quelli associati al commercio equo e quelli inseriti nel commercio tradizionale (gruppo di controllo). I risultati indicano chiaramente che il commercio equo ha permesso la diversificazione della produzione; ha creato nuove possibilità di vendita e ha corrisposto prezzi più soddisfacenti. Parallelamente gli intervistati dichiarano una migliore qualità della vita legata ad una dieta più varia e più sana e un livello di mortalità infantile sensibilmente inferiore rispetto agli altri (13% circa rispetto al 30% circa). Un altro risultato interessante è la forte differenza tra contadini affiliati e il gruppo di controllo non affiliato, in termini di soddisfazione del livello del reddito, dovuto alla considerazione dei vantaggi collaterali non monetari legati all'organizzazione che fornisce assistenza tecnica, formazione, credito facilitato e sementi e concimi biologici.

Per quanto riguarda l'impatto indiretto, l'indagine evidenzia che il livello di democrazia interna è elevato, positiva la politica di difesa dell'ambiente mentre la trasparenza caratterizza il rapporto con i contadini. Positive risultano anche le condizioni lavorative e il rispetto della cultura locale.

Sintetizzando, dunque, si vede chiaramente che il commercio equo e solidale ha portato agli affiliati di Mero Herbs, una produzione migliore, minori rischi commerciali, una vita migliore per gli individui. I contadini sono infatti più soddisfatti quando lavorano con Meru Herbs, grazie ai benefici che il fair trade porta loro al di là del reddito. Di Meru Herbs in bottega potete trovare la camomilla, il carcadè e alcuni tipi di marmellate.

Per ulteriori info sull'indagine vedere il sito di CTM Altromercato.

 

- 28ott09

Un buon numero di persone giovedì scorso ha aderito all’apericena promossa da Todomondo, la bottega del commercio equo e solidale, un’occasione per far conoscere la filosofia di questo commercio (che si pone l’obiettivo di riconoscere un prezzo equo ai produttori in Paesi in cui il loro lavoro è fortemente sfruttato) e per gustare vino, pasta, olio prodotti nei terreni confiscati alla mafia. Il buffet allestito al bar “Quattro gatti” ha fatto velocemente il tutto-esaurito, ma gli ospiti si sono rifatti, più tardi, al secondo buffet allestito nel salone interrato dove, prima di una appetitosa pasta asciutta, si è tenuta una conferenza con la produttrice peruviana Norma Velasquez in rappresentanza della cooperativa Minka. Norma ha spiegato com’è nata l’organizzazione Minka, che ora rappresenta 3.000 produttori (contadini, allevatori e artigiani). L’organizzazione sta promuovendo anche il turismo solidale, uno strumento che può aiutare l’economia poverissima di quell’area e che può servire per ridare orgoglio a una popolazione fortemente legata alle sue radici, che ha però bisogno di essere confermata. “La gente del posto si chiede: «Cosa vengono a vedere qui i turisti?» - ha detto Norma - e quando constata che i forestieri apprezzano le loro produzioni e le loro tradizioni, riacquista orgoglio”. Norma si è soffermata in particolare su un problema molto grave che sta coinvolgendo l’intera area, ovvero l’estinzione dell’alpaca che produce fibre colorate. L’alpaca è un mammifero simile al lama, allevato soprattutto per la sua lana, molto pregiata perché particolarmente morbida e fine, che ha infinite gradazioni di colore. Ma proprio questo sta creando problemi agli allevatori. Chi ritira la fibra grezza e la lavora opera in regime di monopolio e fa per- tanto il buono e il cattivo tempo. Non solo paga pochissimo il prodotto grezzo, ma ha anche deciso di non ritirare più la fibra colorata perché la sua classificazione costa troppo (non è ancora stato trovato il modo di meccanizzare questa operazione, che impegna circa cinquecento donne). Da quando il monopolio ha deciso di non ritirare questo tipo di fibra i produttori sono stati costretti ad uccidere le alpaca di colore con grave danno economico e provocando la progressiva estinzione di questo animale (che costituiva il 90 per cento della produzione peruviana e che costituisce, a sua volta, il 95 per cento della produzione mondiale di questa lana). L’alpaca grigia si è già estinta. Norma ha spiegato che sta facendo questo viaggio in Italia per trovare una soluzione a questo problema La speranza è di trovan un canale alternativo di commercializzare che consenta agi allevatori di continuare a produrre lana in colore. Mink conta sul commercio equo e solidale che, con la sua organizzazione, può dare più forza agi allevatori. “Si dice che non dobbiamo dare il pesce a chi ha bi sogno ma insegnare a pescare questa popolazione sa pescare ma non ha forza contrattuale è sfruttata dai monopoli. Dobbiamo dare loro più forza sul mercato”.

Minka, ovvero aiuto reciproco

Minka è una rete di organizzazioni di produttori situata nella zona rurale ed emarginata del Perù. Opera dal 1978, praticando il commercio equo e solidale in modo organizzato e consapevole per poter immettere i prodotti agricoli e artigianali nel mercato interno e internazionale. Il termine “minka” appartiene alla lingua andina quechua e si può tradurre come “lavoro comune e scambio”, “aiuto reciproco”. L’associazione Minka era rivolta inizialmente solo a gruppi di donne che realizzavano abbigliamento in alpaca, ma presto iniziò a coinvolgere altre realtà produttive e negli anni successivi proseguì in modo costante nell’allargare la propria rete di produttori di base. L’organizzazione lavora oggi con circa 60 gruppi di produttori, ai quali partecipano migliaia di artigiani. Minka ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico e sociale in maniera sostenibile e rispettando le radici culturali andine delle comunità di appartenenza dei gruppi coinvolti. Per raggiungere questi obiettivi Minka stimola la rottura del circolo di povertà degli artigiani, corrispondendo un pagamento più elevato per i prodotti, e promuove l’autosviluppo delle comunità attraverso la creazione di gruppi e l’autogestione.

 

- 14ott09

Equo per tutti alla bottega Todomondo

Anche la bottega equo solidale 'Todomondo' partecipa all’iniziativa 'Equo per tutti' che si protrarrà per due settimane, fino al 25 ottobre, con diverse iniziative e con lo scopo di promuovere le filiere di un'economia più giusta e di far crescere il mercato dei prodotti del commercio equo solidale. Durante il periodo della campagna, sarà possibile acquistare i prodotti del marchio 'Altro Mercato'(alimentari, e di vario artigianato), ricevendo, a seconda dell’importo speso un omaggio: una tavoletta di cioccolato 'Modica', una borsa imballo di caffè con confezione di caffè, una bottiglia di vino di Libera, o una confezione di bagno doccia.

In collaborazione con l’Associazione 'Libera' è previsto per giovedì 22 ottobre alle 19.30, presso il bar 'Quattro gatti' l’'Aperitivo con libera' in cui si potranno gustare vino, pasta, olio prodotti nei terreni confiscati alla mafia. Alla serata sarà presente la produttrice peruviana Norma Velasquez in rappresentanza della cooperativa Minka. Sarà una piacevole occasione per poter chiacchierare con lei e capire l’impatto del commercio equo solidale nella società peruviana. La Velasquez sarà presente per tutta la giornata di giovedì nella bottega Todomondo. Prenotazioni per 'Aperitivo con Libera' presso la bottega equo solidale, in via Garibaldi, 8 oppure alla cooperativa 'Per altro', in via Matteotti entro sabato 17 ottobre, costo 15 euro. La settimana di promozione è un occasione per scoprire la filosofia del commercio equo e solidale che si prefigge equità per i produttori, per i consumatori e per l’ambiente.

Antonella Balocco

 

Fossano Oggi – ottobre 09

APERITIVO CON "LIBERA" AI 4 GATTI

Per due settimane, dal 10 al 25 ottobre, arriva "Equo per tutti", una manifestazione che ha l'obbiettivo di promuovere le filiere di un economia più giusta e far crescere il mercato dei prodotti del commercio equo e solidale. "Equo per tutti" è articolato in una serie di eventi che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale e che coinvolgeranno le 350 botteghe del commercio equo.

Anche la bottega "Todomondo" di Fossano aderisce all'iniziativa su due livelli: in bottega, durante il periodo della campagna, sarà possibile acquistare i prodotti Altromercato ricevendo un omaggio. Giovedì 22 ottobre, dalle 19.30 presso il bar "Quattro Gatti", sarà possibile degustare alcuni prodotti delle cooperative di "Libera": vino, pasta, taralli e olio prodotti nelle terre liberate alla mafia e confiscate ai mafiosi. Per questo secondo appuntamento occorre prenotarsi entro sabato 17 ottobre presso la bottega Todomondo in via Garibaldi 8, e presso la cooperativa Peraltro in via Matteotti. Il contributo minimo per l'aperitivo è di 15 euro. Alla serata sarà presente la produttrice peruviana Norma Velasquez della cooperativa Minka, che parlerà dell'impatto del commercio equo sulla realtà peruviana.

 

- 02set09

FOSSANO,Vi abbiamo parlato nei numeri scorsi, dei progetti legati alla commercializzazione dei datteri del cous cous o dei confetti legati a Parc. I partner di altromercato in Palestina, e vogliamo, ora, informarvi sul progetto “Impronte di pace” di cui avrete senz’altro notato in Bottega il prodotto commerciale, cioè i sandali. Il progetto “Impronte di pace” prevede l’avvio di un processo indirizzato allo sviluppo di una cooperativa no-profit per la lavorazione della pelle nei campi profughi di Shu’fat (Gerusalemme) e Kalandia (Ramallah) finalizzata alla generazione di reddito e all’affinamento del processo produttivo secondo criteri etici e solidali. L’ottica del no-proflt, elemento innovativo per l’ambito produttivo e commerciale palestinese, è volta all’impostazione di una metodologia orientata alla condivisione e alla solidarietà, e finalizzata al reinvestimento dell’utile nei servizi educativi per minori dei campi profughi. La creazione di un’entrata economica diretta si pone l’obiettivo di concretizzare l’autonomia gestionale e concedere una reale sostenibilità e autodeterminazione svincolata dalla dipendenza dai contributi stranieri per le associazioni locali, “Impronte di pace” è un progetto ideato dall’associazione “Vento di terra”. I partner locali sono: Kalandia Refugee Camp Child Club for Culture and Development, Shu’fat Camp Local Committee for Disabled, Shu’fat Camp Popular Committee. La rete di supporto in Palestina è costituita dai sindacati, dal ministero del Lavoro, dal ministero dell’Economia dell’Anp e dall’ufficio promozione imprese cooperative. I patner Italiani sono: Nazca, società Cooperativa per un commercio equo e solidale, Coop. Soc. Centri Rousseau e l’Università Bicocca di Milano. Da parte nostra abbiamo deciso di sostenere il progetto e abbiamo acquistato per la nostra Bottega un centinaio di paia di sandali che hanno incontrato immediatamente il favore dei clienti. D’altra parte Nazca - che ha importato in Italia 5.300 paia di sandali- ci ha comunicato che a settembre, partirà la produzione nel campo profughi di Kaiandia (Ramallah) - un piccolissimo lembo di teira di 1,5 chilometri quadrati con 25.000 abitanti, circondato dal muro e dagli insediamenti israeliani - che potrà, così diventare autosufficiente nel sostegno delle attività di educazione e di crescita dei bambini del campo.

La seconda brevissima comunicazione riguarda invece il resoconto della Colazione di questa primavera. In tale occasione, grazie al vostro sostegno e la vostra partecipazione, abbiamo incassato, dedotte le spese, 487 euro che, aggiunti ai 108 euro raccolti in Bottega abbiamo spedito all’associazione Acli senza confini che si occupa dell’invio degli aiuti in Palestina. Arrivederci in Bottega..

 

- 29apr09

FOSSANO. Domenica 10 maggio, in occasione della giornata mondiale del Commercio equo e solidale, dedicata alla sovranità alimentare e all’agricoltura sostenibile, vi invitiamo alla tradizionale colazione con i nostri prodotti, nei locali della Società operaia in via Roma 74. Il diritto al cibo è il diritto umano fondamentale e precondizione del diritto alla vita. Se oggi più di 920 milioni di persone vivono con meno di 1 $ al giorno e per questo non hanno denaro a sufficienza per comprare il cibo che serve loro a sopravvivere, ciò non è dovuto alla carenza di alimenti, ma al fatto che il cibo non è accessibile: costa troppo rispetto a quanto le persone guadagnano ogni giorno. Le cause della fame quindi non sono nella natura ma nei disequilibri del commercio internazionale e nelle scelte delle politiche agricole che sono state prese in questi ultimi decenni. Il diritto delle persone al cibò è strettamente legato al diritto dei popoli, delle comunità e dei Paesi di definire le proprie politiche agricole, alimentari e di lavoro in modo ecologica mente socialmente, economicamente e culturalmente appropriato alle proprie situazioni specifiche. Il diritto delle persone al cibo, in altre parole, può essere garantito soltanto in un contesto di sovranità alimentare. Garantire il diritto dei popoli e delle comunità alla sovranità alimentare significa mettere chi produce, distribuisce e consuma alimenti al centro dei sistemi e delle politiche alimentari e al di sopra degli interessi dei mercati e delle imprese. La campagna Altromercato “Diritto al cibo” serve per sostenere un sistema agricolo fatto di contadini proprietari delle loro terre, dotati dei mezzi per coltivarle in armonia con l’ambiente e in grado di provvedere alla loro alimentazione. Partecipando alla colazione equa e solidale, darai il tuo contributo al rispetto della biodiversità, allo sviluppo delle piccole economie locali del nord e del sud del mondo e, nello stesso tempo, potrai gustare i nostri prodotti. Le materie prime utilizzate per confezionare i nostri caffè, the, marmellate, biscotti, zucchero e tutti gli altri prodotti del commercio equo sono di qualità selezionata, coltivati artigianalmente con metodi a basso impatto ambientale, biologici e controllati in ogni fase della lavorazione. Aiutaci ad orientare il mercato e a ridurre il numero delle persone a cui è negato il diritto al cibo, ti aspettiamo domenica 10 maggio, dalle 8,30 alle 12, in via Roma 74, presso i locali della Società operaia.

 

- 08apr09

I libri di Todomondo

FOSSANO. Tra gli scaffali che occupano le pareti della Bottega ce n’è uno riservato ai libri. Non molti, per la verità, e gli argomenti trattati sono essenzialmente quelli legati al commercio equo, allo sviluppo sostenibile, alla solidarietà, alla pace, al rispetto e alla difesa dell’ambiente. Ai temi, insomma che più ci stanno a cuore. Ve ne segnaliamo alcuni, iniziando con una serie per i bambini. La collana “Colori del mondo”, edita da Città Nuova, presenta una serie di volumetti intitolati “Favole dal mondo”, ognuno dedicato ad un continente. Si tratta di favole raccontate da bambini completate da descrizioni degli ambienti, della gente, e degli animali corredate da bellissime immagini. Tra i titoli per gli adulti: Vandana Shiva scienziata -ambientalista, tra gli esponenti di spicco del movimento democratico mondiale, nel libro “Il bene comune della Terra” (Vandana Shiva, “Il bene comune della Terra”, Feltrinelli, 2006 (14 euro) fa il punto sulle lotte contro la privatizzazione delle risorse naturali, i brevetti sul vivente e l’impiego di organismi geneticamente modificati in agricoltura e nella produzione alimentare e propone una alternativa alla globalizzazione economica, che giudica responsabile non soltanto della catastrofe eco- logica imminente, ma anche dell’avvento dei fondamentalismi politici e religiosi. La privatizzazione delle risorse comuni, insieme alla progressiva erosione dei beni e dei servizi pubblici e all’indebolimento dei meccanismi democratici di controllo dell’economia, costituiscono una grave minaccia in termini di sostenibilità ecologica e di sopravvivenza sociale. E, detto per inciso, la privatizzazione del bene comune più prezioso, l’acqua, è passata sotto silenzio e quasi inosservata in Italia. Il governo Berlusconi, infatti, con il consenso dell’opposizione, ha approvato il via alle privatizzazioni dei servizi offerti dai vari enti. Se ne è accorto padre Alex Zanotelli che chiese spiegazioni a Veltroni sul perché il Pd avesse, nel suo programma, la privatizzazione dell’acqua. Proprio Zanotelli è autore del secondo libro che segnaliamo: “Da Korogocho con passione. Lettere dai sotterranei della vita e della storia” edito dalla Emi (11 euro). Si tratta di 19 Lettere che il missionario ha scritto durante i 14 anni di vita trascorsi nella baraccopoli di Korogocho e in cui si chiede come la nostra società non sia ancora stanca di 5000 anni di guerre e di ingiustizie che, all’inizio del terzo millennio. Un altro libro di testimonianza è l’intervista a Francesco Gesualdi responsabile del Centro Nuovo modello di sviluppo (“Dalla parte sbagliata del mondo: da Barbiana al consumo critico. Storia e opinioni di un militante”, intervista di Lorenzo Guadagnucci a F. Gesualdi, Terre di mezzo, 12 euro). L’ex allievo di don Milani ripercorre qui le tappe del suo impegno, dalla scuola di Barbiana fino all’espatrio in Bangladesh e al ritorno in Italia, “dalla parte sbagliata del mondo”. In questa lunga intervista ricostruisce la nascita del “Centro nuovo modello di sviluppo” e i retroscena delle campagne di pressione condotte in questi anni su Del Monte, Nike, Chiquita. Tra gli altri testi presenti in Bottega vi segnaliamo ancora: Frans van der Hoff, “Faremo migliore il mondo”. Idea e storia del commercio equo, Bruno Mondadori (10 euro), Ruskin Bond, “Il treno di notte”, Storie e racconti dall’India, Donzelli (21,90), L’Atlante per l’ambiente, Le monde diplomatique- Il manifesto (8 euro).

 

- 25mar09

Colombe e uova di Pasqua targate “Altromercato”

Per la ricorrenza della Pasqua la nostra Bottega propone i due prodotti alimentari più classici di questa festività: la colomba e le uova. La colomba. L’impasto ricco di burro e uova fresche deve la sua dolcezza allo zucchero di canna prodotto in Costa Rica, Paese che conserva uno straordinario patrimonio ambientale, tanto da essere considerato uno dei più ricchi di biodiversità al mondo. La tutela di questa ricchezza è una delle prerogative dei gruppi di produttori coinvolti nella rete del commercio equo e solidale, come ad esempio Coopeagri, un’organizzazione di agricoltori nata negli anni Settanta per creare un’alternativa alle condizioni di lavoro ingiuste imposte dalle multinazionali del settore. Gli associati alla cooperativa, che produce anche caffè, ricevono un prezzo giusto per il loro lavoro, il prefinanziamento della produzione e partecipano, alle decisioni dell’organizzazione attraverso loro rappresentanti. Anche Coopecafiera produce lo zucchero di canna acquistato da Altromercato: nata in una zona molto povera del Paese, offre ai piccoli produttori gli strumenti necessari per la lavorazione della canna e permette loro di ottenere un reddito sicuro. Paloma è resa ancora più profumata dall’uvetta proveniente dal Sudafrica, da Eksteenskuil Vine Fruit Farmers, una realtà creata con grande tenacia da un gruppo di agricoltori che ogni giorno sfidano le insidie del deserto, ma prima ancora dei retaggi sociali dell’apartheid. Il tocco finale sono le mandorle della Palestina, di una qualità particolarmente pregiata, coltivate dagli ag (Organizzazioni non governative) più attive nel sostegno alla popolazione di questa regione di cui abbiamo parlato recentemente a proposito della campagna” Semina in Palestina” tuttora in corso. Le uova: una produzione biologica Le uova Altromercato sono realizzate con ingredienti coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica: un vantaggio per chi le gusta, ma anche per chi ha lavorato nei campi - e non ha dovuto utilizzare sostanze pericolose - e per la natura, che viene preservata nella sua ricchezza. L’irresistibile cacao di cui sono fatte le uova arriva dalla Repubblica Dominicana, dalla cooperativa Conacado, e dall’Ecuador, da Mcch (Maquita Cushunchic Comercializando como Hermanos), mentre lo zucchero di canna è prodotto dalla cooperativa Manduvirà in Paraguay. Manduvirà è un esperimento importante e ha avuto successo: nata come cooperativa di risparmio e credito, nel 2005 ha deciso di osare e di rompere le catene della dipendenza. Ha interrotto la relazione con lo zuccherificio privato che lavorava la canna da zucchero coltivata dai suoi associati - fatta di prezzi bassissimi, pagamenti in ritardo e scarsa capacità commerciale - e si è emancipata affittando in proprio un impianto per la produzione di zucchero biologico. Una decisione di questo genere, che può sembrare semplice, ha un grande significato in un Paese come il Paraguay, dove le attività economiche sono strettamente sotto il controllo di poche potenti famiglie, spinge i piccoli produttori a impegnarsi sempre più per migliorare la propria situazione. Accanto alle tradizionali uova al cioccolato “N-Uovo mondo” al latte o fondente, quest’anno è in arrivo una novità: un uovo di cioccolato al latte arricchito da una granella di anacardi tostati che ricopre la superficie interna. Alla fragranza del cacao e dello zucchero di canna si unisce quindi il delicato sapore degli anacardi prodotti in India e Brasile (dalle cooperative Elements e Coopercajou) in entrambi i casi da coltivazioni biologiche. Ecologico fuori e dentro Le uova Altromercato rispettano l’ambiente anche per quanto riguarda le confezioni. “N-Uovo mondo”, infatti, è avvolto in un velo di carta seta prodotta a mano dalle artigiane di Mcc (Mennonite central committee) in Bangladesh, a partire dagli scarti di produzione delle fibre di seta. L’uovo con anacardi, invece, arriva in Bottega in una confezione particolare: un cestino dotato di coperchio in sinamay, una fibra naturale, realizzato dagli artigiani di Ccap (Community Craft Association of the Philippines) nelle Filippine. E la sorpresa? Giochi, scacciapensieri e burattini: le sorprese delle uova Altromercato sono coloratissime e realizzate con materiali naturali dagli artigiani partner del Consorzio, tra cui Pekerti (Indonesia), Minka (Perù), Asha (India), Ecco Exe (Perù), Gospel House (Sri Lanka), Preda (Filippine) e Children Nepal (Nepal). Per una totale sicurezza, le sorprese sono certificate secondo la normativa Cee sui giocattoli per bimbi.

 

 - 18mar09

Giovedì scorso la 3 serata sul Turismo responsabile

Il viaggio di Bruno e Alessandra in Amazzonia, in visita ai “menor”

Di ELISABETTA C.L.

FOSSANO. Il turismo responsabile, quel differente modo di viaggiare che intende incontrare l’altrove per capire ed approfondire la cultura e il reale modo di vivere di altre persone che vivono in altri continenti, è approdato nel salone del castello per il terzo e ultimo appuntamento che, dopo l’Asia e l’Africa, ha proposto per l’America Latina il Brasile. Il tema della serata proposto da Daniele si è avvalso della testimonianza dei coniugi fossanesi Alessandra Pecchio e Bruno Bo che, nella veste di “turisti non per caso”, ma di collaboratori e referenti dell’associazione “Pro menor Amazzonia” (adozioni a distanza), sono ritornati in Brasile dove è stato realizzato il materiale fotografico, filo conduttore dell’interessante filmato. Il Brasile, il vasto sub- continente, è emerso con le sue bellezze naturali e architettoniche, con la ricchezza e quella immensa miseria che costringe milioni di persone e i minori (bambini e adolescenti) a vivere in condizioni di estrema povertà e disagio. I primi piani dei bambini/e e dei giovanissimi di grande bellezza, con il viso “divorato” dagli occhi espressivi, hanno commosso i presenti e hanno toccato il cuore dei salesiani padre Marcello Bertolusso e fratel Nino Brevi, che da oltre dieci anni si prodigano per i più bisognosi. Le adozioni a distanza possono essere singole e comportano l’impegno finanziario di 500 euro l’anno per mantenere per 5 anni un bambino. L’adozione collettiva richiede un versamento minimo mensile di 10 euro. L’associazione “Pro menor Amazzonia” è costantemente monitorata e annualmente i referenti (a turno) si recano sul posto per prendere visione di quanto realizzato e della rendicontazione. Il resoconto stilato per ciascun bambino sarà inviato alle famiglie italiane adottive. Questa è stata la finalità del viaggio di Alessandra e Bruno che, nella loro relazione, hanno assicurato la massima trasparenza del progetto. “I finanziamenti - hanno spiegato - non vanno a disperdersi nelle spese di funzionamento dell’organizzazione ma, detratte le spese, vengono interamente investiti nei progetti finalizzati a migliorare le condizioni di vita dei più poveri e in stato di abbandono”. Per conoscere da vicino l’associazione è possibile visitare il sito www.promenoramazzonia.org oppure contattare il referente Bruno Bo di Fossano 328.2617458, e-mail bobruno@aliceposta.it. Per informazioni sul turismo responsabile: viaggi@viaggiemiraggi.org, 049.8751997, sito www.viaggiemiraggi.org.

 

il centro “Pro menor”

Attualmente l’associazione sostiene l’operato di missionari salesiani che gestiscono il centro Pro Menor don Bosco a Manaus (Amazzonia). In questo centro circa un migliaio di ragazzi hanno l’opportunità di studiare, imparare un lavoro e quindi assicurarsi un futuro. I casi più bisognosi, vengono vagliati da un assistente sociale e sostenuti con la formula dell’adozione a distanza. Inoltre l’associazione sostiene i progetti di padre Marcello Bertolusso e fratel Nino Brevi che operano a Porto Velo (Rondonia) con le stesse finalità del centro di Manaus.

 

 - 11mar09

Di LAURA SERAFINI E LUIGINA AMBROGIO

FOSSANO. Un grande successo la serata dedicata all’Africa, organizzata giovedì 5 marzo presso il Castello, all’interno della rassegna “3 giorni 3 continenti” promossa dalla Bottega del Commercio equo e solidale “Todomondo” in collaborazione con il Cai di Fossano e con il patrocinio del Comune.

Viaggio in Senegal La prima tappa del viaggio in Senegal è stata Thiès, dove una decina di persone si sono recate nel settembre 2007, per un viaggio organizzato dalla Lvia in collaborazione con il Comune di Fossano. Tra loro c’era Daniele Tavo che ha raccontato questa esperienza, “un po’ di turismo responsabile, un po’ per conoscere i progetti che Lvia ha in quel Paese’. Partiti da Thiès, a circa 50 chilometri da Dakar, i turisti hanno potuto constatare “lo stato di salute” del progetto che la Onlus la attivato in quella zona. E un programma di lotta per la salvaguardia ambientale in ambito urbano, con particolare riferimento al volet del ricido della plastica ed i suoi risvolti economico- ambientali. Il progetto intende ridurre l’insalubrità nelle zone periferiche di Thiès e Kaolack riducendo la dispersione dei rifiuti di plastica e delle acque di scarico, creando contemporaneamente un settore produttivo per la fabbricazione e la diffusione presso le popolazioni svantaggiate di Thiès e Kaolack di pozzi settici realizzati a partire dalla plastica riciclata. “Abbiamo potuto visitare la fabbrica per il riciclo della plastica e conoscere il progetto nel dettaglio, parlando con le persone che ci lavorano e confrontandoci anche con le persone che lavorano nella sede Lvia di Thiès. Abbiamo conosciuto persone disponibilissime, cordiali, che vivono in un contesto completamente differente rispetto al nostro - sottolinea Daniele Tavo -; basti pensare che fino a trent’anni fa, come ha raccontato l’ingegner Beccaria, laggiù non esisteva alcun tipo di tecnologia, nemmeno l’energia elettrica”.
La seconda parte del viaggio è stata a Tivaouane dove ci sarà un nuovo progetto della Lvìa, sempre dedìcato al riciclaggio dei rifiuti, “ma anche per la creazione di strutture che risolvano il problema dell’acqua - spìega ancora Daniele -. La zona, infatti è più bassa rispetto al livello del mare, per cui spesso le terre vengono completamente.

Viaggio a Sololo (Kenya) La 2 parte della serata è stata dedicata al viaggio a Sololo, in Kenya, compiuto dal fossanese Marco Barbero e da alcuni altri componenti del “Gruppo Sololo hospital”, che fa capo al Ccm (Comitato di collaborazione medica). I volontari hanno raccontato lo scopo dei loro viaggi. Annualmente si programmano una serie di lavori di manutenzione; un tecnico precede, a Sololo, il gruppo dei volontari in modo da pianificare i lavori da eseguire e da prevedere il materiale necessario per realizzarli. In questo modo i volontari, quando arrivano, possono sfruttare al meglio il tempo di permanenza. La presenza di Marco è molto apprezzata dal gruppo per la sua competenza in campo meccanico. Marco si dice felice di poter utilizzare le ferie in questo modo. “Ora non è più soltanto una bella parentesi, come era all’inizio. Adesso conosco molte più persone del posto, mantengo i contatti con loro. So che mi aspettano e anch’io non vedo l’ora di re incontrarli e questo è molto bello. Mi piacerebbe stare di più a Sololo; un mese passa in fretta... Di anno in anno capisco più cose di quella realtà. Sono davvero molto soddisfatto di questa esperienza. Quest’anno ho anche coinvolto il mio amico, Simone Politano, che ci ha aiutati da Fossano, facendo da tramite con i volontari che dovevano ancora venire giù, facendo loro recuperare il materiale di ricambio che via via si rendeva necessario”. Il volontariato di Marco non si esaurisce con il mese trascorso a Sololo, ma prosegue anche a Fossano con l’organizzazione di iniziative di raccolta fondi (l’anno scorso ha potuto contare sull’aiuto della Fondazione Cr0 e incontra gli altri volontari per programmare il prossimo intervento a Sololo. “Il nostro obiettivo - spiega Marco - è che sia la gente di Sololo a prendere in mano la situazione. Nell’ospedale i medici e gli infermieri sono tutti del posto”. Questo è lo stile del “Gruppo Sololo hospital”, che fa parte del Ccm. Quest’anno sono 30 anni da che l’ortopedico Silvio Galvagno ha messo piedi a Sololo. Da allora se n’è fatta di strada. L’ospedale è stato donato alla popolazione. Ora l’impegno del gruppo è di migliorare le prestazioni dell’ospedale (si fanno corsi di formazione per il personale locale) e di eliminare le barriere che impediscono alla persone più povere e vulnerabili di accedere alle cure (obiettivo per cui è nato l’ospedale). A questo scopo è in corso un progetto: si sta pagando il tichet di accesso ai bambini sotto i cinque anni. In futuro si spera di poter estendere il numero dei beneficiari alle donne in gravidanza e alle partorienti, agli anziani e ai ragazzi fino ai 16 anni. Tutto questo richiede nuove risorse: per questo Marco lancia un appello alla generosità dei fossanesi. “Ci sono tante forme di aiuto - dice -; alcuni miei amici hanno scelto di sostenere il progetto rinunciando alle bomboniere del matrimonio; altri rinunciando ai regali del compleanno. Sono gesti che a noi costano poco ma che permettono di salvare delle vite, con l’accesso alle cure cui prima nessuno riusciva ad accedere’. Per contattare il Gruppo Sololo hospital si può scrivere a gruppo.sololohospital@ccm-italia.org oppure telefonare a Marco Barbero 334.3042481.

Il viaggio di Alessandra e Bruno in Amazzonia, a Porto Velho

FOSSANO. Con il prossimo appuntamento previsto per giovedì 12 marzo, sempre alle 21, presso la sala incontri del castello, si conclude il viaggio per immagini sul turismo responsabile. Dopo Asia ed Africa sarà la volta dell’America Latina, con il viaggio di Alessandra Pecchio e Bruno Bo nel cuore di quello che è stato a sua volta definito un sub-continente: l’immenso e contraddittorio Brasile. I due fossanesi racconteranno la loro esperienza di solidarietà in Amazzonia, a Porto Velho, piccola città di confine sulle rotte dei “cocaleros” (i corrieri della droga) boliviani nello Stato di Rondonia e a Manaus, capitale dello Stato di Amazonas, terra di contrasti infiniti: natura mozzafiato ed un polo industriale di alta tecnologia; quartieri lussuosi ed immense favelas; una città che racconta il suo fiorente passato glorioso, frutto del commercio internazionale della gomma sviluppato agli inizi del secolo scorso, attraverso i suoi numerosi palazzi che ricreano lo stile architettonico in voga nell’Europa di inizio ‘900. Immancabile anche un tuffo nel Brasile più famoso e turistico: quello di Rio de Janeiro, dove colori, suoni e volti hanno caratteristiche estremamente diverse dal Brasile amazzonico, che peraltro dista dalla costa atlantica oltre 5 ore di volo. Il taccuino di viaggio per immagini sul Brasile offrirà anche l’occasione per i partecipanti di conoscere il progetto delle adozioni a distanza dell’associazione “Pro Menor Amazzonia”, sostenuto dalla bottega del commercio equo e solidale “Todomondo” e motivo del viaggio responsabile proposto: durante il soggiorno a Manaus infatti sono stati incontrati gli oltre 50 ragazzi inseriti nel progetto con le loro famiglie e per ciascuno di loro è stato stilato un resoconto da inviare ai “padrinhos” (le famiglie adottive) italiani. Un modo concreto e tangibile di solidarietà, con la possibilità di riscontrare personalmente gli esiti del progetto, attraverso questi viaggi di conoscenza che l’Associazione cerca di riproporre ogni anno: proprio in questi giorni infatti altri due membri del “Pro Menor Amazzonia” sono in Brasile per prosegùire l’attività di monito- raggio e rendicontazione del progetto. Maggiori dettagli ed informazioni su1 progetto di adozioni a distanza sono disponibili sul sito dell’associazione www.promenoramazzonia. org.

La rivista “Altroconsumo” promuove i giocattoli del commercio equo e solidale

FOSSANO. Nel numero di dicembre 2008, la rivista “Altroconsumo” ha condotto un’indagine sui giocattoli in vendita nei negozi e supermercati italiani per testarne la sicurezza. Sono stati selezionati 83 giocattoli che circolano in Europa e 43 in vendita in Italia e, sulla base della normativa europea, sono stati sottoposti a prova simulando il comportamento del bambino durante il gioco e visionati da un esperto in psicologia infantile in modo da verificare anche la correttezza dell’età consigliata. “In base a tali prove - riporta la rivista - su 83 giocattoli venduti nel mercato europeo, 62 sono da considerare fuori legge perché per qualche verso non rispettano la normativa. Questo non significa che mettano sempre a rischio la sicurezza dei bambini ma, violando la legge, non dovrebbero essere venduti. Tra i giochi venduti in Italia, sei presentano vizi di forma (il marchio europeo Ce non è corretto, le generalità del produttore sono sostituite da un indirizzo web, l’etichetta non è leggibile...). Diciannove sono risultati pericolosi e quindi sono da evitare”. “Altroconsumo” ha, inoltre, affrontato il problema, dell’eticità del gioco e, anche sotto questo aspetto, i giocattoli venduti presentano problemi. Essi sono, infatti, prodotti per quasi il 90% in Cina, dove le condizioni di lavoro sono decisamente un punto dolente del settore. “Orari di lavoro anche di 300 ore al mese per salari che a stento raggiungono i 100 euro. Ambienti malsani e poco sicuri, assenze punite con multe pesanti. E il risultato sono giocattoli che si vendono sui mercati occidentali, quelli che regaliamo ai nostri figli (...). Ma a commissionarli sono le multinazionali occidentali da cui tutti acquistiamo”. “Come possiamo agire come consumatori, in una situazione del genere ?“ si chiede la rivista e, sottolineando il fatto che scegliere un giocattolo “pulito” è molto difficile, indica due possibili strade. O ci si affida - e ci si fida- del marchio “Icti-care” a cui aderiscono alcune aziende, che presenta, tuttavia, non poche contraddizioni (l’impegno delle fabbriche non segue l’intera filiera produttiva, il costo della certificazione ricade sulle aziende produttrici, i controlli sono inadeguati) o si scelgono i prodotti del Commercio equo. “Da promuovere senza riserve - sostiene infatti “Altro- consumo” - ci sono le organizzazioni di commercio equo e solidale. Altromercato vende giocattoli, che riportano il marchio «Fairt rade», provenienti da tre produttori etici: Children Nepal, Gospel House Handicraft e Selyn. Iprodotti di Children Nepal sono costruiti con materiali locali e nel rispetto dell’ambiente e sono realizzati solo da donne, prima ai margini della vita economica e sociale del Paese. Quelli di Gospel House sono frutto di unprogramma che spinge i giovani di bassa istruzione dello Sri Lanka a specializzarsi, diventando artigiani del legno. Quelli di Selyn hanno permesso a centinaia di artigiani, sempre dell’antica Ceylon, di non veder perduta ogni possibilità di reddito a causa dell’importazione di giocattoli dall’estero. Nelle Botteghe del mondo si trovano anche giocattoli di Commercio alternativo prodotti da Manila Design, che promuove lo sviluppo di piccole comunità rurali nelle Filippine”.

 

La Stampa – 05mar09

FOSSANO

Multivisione dedicata all’Africa. Stasera alle 21, appuntamento nel salone del castello degli Acaja: «Ritratti» video del Continente Nero in una multi visione dedicata all’Africa.

 

 - 04mar09

Grazie al contributo dei fossanesi, di Crf e Fondazione

Materassi, cuscini e lenzuola per l’ospedale di Sololo (Kenya)

FOSSANO. I lettori ricordano senz’altro l’invito, lanciato in occasione del Natale, a sostenere il progetto “Un ammalato, un letto”. A parlarcene fu un giovane meccanico di Fossano, Marco Barbero, che da qualche anno dedica il mese di ferie all’ospedale di Sololo (Kenya) che offre assistenza sanitaria ad oltre 50.000 persone all’anno, prevalentemente pastori semi-nomadi provenienti dal Nord Kenya e dal Sud Etiopia. Quest’anno Marco ha trascorso il suo mese di ferie a Sololo, dall’8 novembre al 6 dicembre. Prima di partire ha avviato la raccolta di finanziamenti per l’operazione “Un ammalato un letto”, realizzando apposite cartoline di auguri e mettendole in vendita in alcuni negozi fossanesi. Altri negozi hanno ospitato le cassette per la raccolta delle offerte. La raccolta ha dato i suoi frutti: le offerte dei fossanesi, insieme ad un consistente contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Fossano (2.000 euro) hanno consentito di pagare gli 80 materassi comprati sul posto (per risparmiare sulle spese di trasporto). Ora finalmente l’ospedale di Sololo dispone di materassi, lenzuola e cuscini degni di questo nome. Nel contempo sono stati sostituiti anche i vecchi letti, con altri donati da ospedali italiani.

Lavori al sistema di fornitura dell’acqua

Ma l’impegno di Marco Barbero non si è esaurito con l’acquisto dei materassi: durante le sue “vacanze”, con gli altri volontari del Gruppo Sololo hospital, Marco ha fatto un nel po’ di lavoro: insieme ad altri volontari, aiutati da alcuni operai assunti sul posto, ha collegato le reti idriche ed elettriche dell’ospedale con quelle della missione e ha sostituito la pompa del pozzo della missione (sovradimensionata) con una pompa di portata inferiore. Il Gruppo ha anche fatto fare analisi chimico microbiologiche delle acque, che hanno rilevato un elevatissimo inquinamento batterico (100 volte superiore alla norma di riferimento) e un’altissima presenza di coliformi fecali e stafilococchi (200 volte superiore alla norma). Si è così deciso di effettuare dei trattamenti antibatterici; un’operazione complicata per l’indisponibilità, sul posto, dei prodotti necessari. Per risolvere il problema si è deciso di predisporre un progetto di massima per il trattamento delle acque dall’ospedale che dovrà tener conto delle condizioni in cui si è costretti ad operare.

Al castello le immagini del viaggio di Marco a Sololo

Dell’esperienza di Marco Barbero e dei suoi amici del Gruppo Ccm si parlerà domani, giovedì 5 marzo, alle 21, nel salone del Castello, nell’ambito della campagna “Diritto al cibo”, promossa da CTM Altromercato e dalla bottega del Commercio equo e solidale “Todomondo”. Si tratta di un ciclo di proiezioni e multivisioni “3 Continenti in 3 giorni” volti a far conoscere un modo di viaggiare più consapevole e rispettoso delle popolazioni visitate. “Il turismo del secondo millennio - spiegano i volontari della “Bottega” - è la principale attività economica del globo. In questo contesto, è dalle nostre scelte che dipendono la qualità dell’offerta e il destino di milioni di altri individui, nel mondo ricco e in quello povero. Così, nei viaggi di turismo responsabile cerchiamo di astenerci da speculazione e sfruttamento affinché il viaggio possa ritenere semplicità ed incontro”. La serata di giovedì prevede due multivisioni: la prima realizzata dal fossanese Daniele Tavo in occasione del viaggio in Senegal del settembre 2007 (viaggio in collaborazione con il Comune di Fossa- no); la seconda presentata dal Ccm (Comitato collaborazione medica) sull’esperienza fatta a Sololo (Kenya) con programmi sanitari sostenuti dal ministero degli Affari esteri.

Il grazie di Marco

Marco Barbero ringrazia la Crf e la Fondazione Crf per il contributo erogato per il progetto “Un ammalato un letto”, tutti i commercianti che hanno collaborato, ospitando le scatole per la raccolta delle offerte o vendendo i biglietti degli auguri e i fossanesi che hanno contribuito comprando i biglietti di auguri. Per contattare il Gruppo Sololo hospital si può scrivere una mail agruppo.sololohospital@ccm-italia.org oppure si può cercare Marco al 334.3042481.

 

- 25feb09

Semina in Palestina

Un impegno per il futuro zdel Commercio equo e per la Pace

FOSSANO. Abbiamo dedicato una delle nostre vetrine espositive alla campagna “Semina in Palestina” per sostenere lo sforzo che le organizzazioni per il Commercio equo stanno facendo per ricreare le condizioni necessarie alla ripresa delle attività produttive dopo i disastri della guerra appena conclusa. Parc, il nostro partner commerciale in Palestina, in un suo comunicato, ha evidenziato che “Il 19gennaio (il primo giorno di cessazione degli scontri) il Ministero dell’Agricoltura di Gaza ha dichiarato che il 60% della terra agricola della Striscia era distrutto, assieme all’80% della produzione agricola stagionale, con una perdita economica complessiva per il settore stimata in 170 milioni di dollari. Il settore del Fair Trade, già reso inoperativo dal blocco, ha sopportato un grande passo indietro. Una delle cooperative di cous cous a Sheik Radwan è stata completamente distrutta, lasciando le rimanenti cinque in una condizione di grande fragilità, e con un futuro diventato, rispetto a quello che era appena un mese fa, sempre più esile. (...) Comprensibilmente ora l’attenzione non è più sul Fair Trade, o nel commercio in se stesso, ma nella sopravvivenza e negli altri bisogni immediati (...). Per il momento Gaza disperatamente necessita di aiuto umanitario immediato, finalizzato ad offrire rapido sostegno alla popolazione civile, nessun dubbio rispetto a ciò. Tuttavia Parc crede fermamente che l’aiuto da solo sia incontestabilmente insufficiente, ed esorta la comunità internazionale a incoraggiare un ambiente ed un’umanità dedicata al Commercio equo, invece che agli aiuti. Il blocco israeliano della Striscia di Gaza deve essere immediatamente tolto, onde permettere di aiutare a mettere fine alla catastrofe umanitaria che sta accadendo, prima che sia troppo tardi”. L’ufficio per il coordinamento delle azioni umanitarie delle Nazioni unite, d’altra parte, ha comunicato che “Le Organizzazioni non governative continuano a trovare difficoltà nell’accedere alla Striscia di Gaza per portarvi il loro lavoro umanitario. Ad un recente incontro del sottogruppo di Gaza dell’associazione delle Organizzazioni dello Sviluppo internazionale, il 75% di queste ha riportato che stanno continuando a registrare difficoltà nell’accesso nella Striscia di Gaza. Al personale umanitario è concesso di entrare a Gaza solo dal valico di Erez, dopo aver ricevuto apposita autorizzazione dalle autorità israeliane. Molte Ong non hanno ricevuto risposta dalle autorità israeliane alla loro richiesta, mentre ad altre è stato richiesto di fornire informazioni supplementari riguardanti il loro specifico mandato, attività e fonti di finanziamento. Ad altre è stato semplicemente rifiutato l’accesso”. Vi ricordiamo che se volete contribuire alla campagna in favore di Parc, che destinerà una parte dei fondi raccolti per la ricostruzione delle attività produttive e, in particolare al sostegno della cooperativa di donne che produce cous cous, potete inviare il denaro al ccp n° 42505628 intestato a: Acli Senza confini Onlus, via Corsica 165, 25125 Brescia, oppure effettuare un bonifico bancario su conto corrente n. 511818 presso Banca etica,Iban:1T26M05018 11200 0000005 11818, intestato a: Acli Senza confini Onlus, via Corsica 165, 25125 Brescia. Chi lo desidera, può versare direttamente i soldi presso la nostra Bottega che provvederà ad inviare la somma raccolta complessivamente alla Onlus Senza confini. In ogni caso, in Bottega, potrete trovare il cous cous e i buonissimi datteri “Medjoul” e contribuire così, con un piccolo gesto, alla diffusione di questi prodotti e di un nuovo modo di acquistare. Il cous cous “Altromercato” proviene dalla Palestina, dove è conosciuto con il nome di maftoul (in arabo movimento rotatorio della mano); è un prodotto pregiato e differente dal cous cous tradizionale per la qualità conferita dal metodo di lavorazione tutta artigianale, svolto dalle donne. A base di grano integrale e di frumento spezzettato boulgour (una varietà di grano duro hambar, tra le più pregiate). Quest’ultimo viene rotolato nella farina di grano tenero e impastato con acqua e sale, fino a diventare granuloso. Viene poi essicato al sole per 2, 3 giorni. Una volta cotto presenta granuli dal colore scuro tipico del grano integrale, di dimensione grande, morbidi ma consistenti. I datteri al naturale “Medjoul”, invece, provengono dalla Valle del Giordano e sono prodotti da 75 piccoli coltivatori associati nella “Palm tree farmers association” unita a Parc.

 

Proseguono le serate promosse dalla Bottega del commercio equo e solidale

Turismo responsabile in tre continenti

Nell’ambito della campagna «Diritto al cibo”, promossa da CTM Altromercato, la bottega del Commercio equo e solidale “Todomondo” organizza un ciclo di proiezioni e multivisioni “3 Continenti in 3 giorni” volti a sensibilizzare, in collaborazione con il CAI di Fossano e con il Patrocinio del Comune di Fossano, un modo di viaggiare più consapevole e rispettoso delle popolazioni visitate. In un viaggiatore accorto, fondamentali sono la consapevolezza del proprio impatto a livello socioculturale, ambientale ed economico; e del ruolo sociale e politico di chi viaggia quale consumatore di un prodotto (il viaggio stesso) per la massima parte controllato da un’industria ormai ramificata e sofisticatissima. Il turismo del secondo millennio è la principale attività economica del globo, ed il settore che sta crescendo più in fretta. In questo contesto, è dalle nostre scelte che dipendono la qualità dell’offerta e il destino di milioni di altri individui, nel mondo ricco e in quello povero. Così, nei viaggi di turismo responsabile cerchiamo di astenerci da speculazione e sfruttamento affinché il viaggio possa ritenere semplicità ed incontro. Dopo la serata di lunedì 16 febbraio, in cui è stata presentata una multivisione su di un viaggio in Ladakh (India settentrionale al confine con il Pakistan) giovedì 5 marzo, alle 21, nel salone del Castello, si tiene una serata dedicata all’Africa, con la presentazione di due multivisioni: la prima realizzata dal fossanese Daniele Tavo in occasione del viaggio in Senegal del settembre 2007 (viaggio in collaborazione con il Comune di Fossano); la seconda presentata da Ong Ccm (Comitato collaborazione medica) nata a Torino nel 1968, che opera nell’area di Sololo dal 1982 (Kenya) con programmi sanitari sostenuti dal Ministero degli Affari esteri. Giovedì 12 marzo, alle 21, sempre nel salone del Castello, la serata sarà dedicata al Brasile con una multivisione realizzata dai fossanesi Bruno Bo e Alessandra Pecchio in occasione di un loro soggiorno presso alcune strutture dell’associazione “Pro-menor Amazzonia Onlus” per seguire il discorso delle adozioni a distanza.

 - 11feb09

 L’aroma dell’arancia e il gusto della solidarietà

Da qualche giorno la nostra Bottega si è arricchita di simpatici manufatti ornamentali: pupazzi di tutte le fogge, matite, spille, movil, chiudi pacco originali e profumati; si tratta dei prodotti di un piccolo laboratorio artigianale di Bogotà, in Colombia. «Piel Acida”, così si chiama il laboratorio, è nato nel 1989 da un’idea decisamente innovativa: produrre articoli da regalo artigianali riciclando le bucce di arancia scartate dalle venditrici di succo di arancia che, a decine, si trovano agli angoli delle strade di Bogotà. Dalla fine degli Anni ‘80 ad ora, e soprattutto da 5 anni a questa parte con l’inizio delle esportazioni all’estero, il successo di questo prodotto totalmente naturale e con un forte contenuto sociale è andato crescendo. “Piel Acida” impiega una ventina di persone tra produzione ed amministrazione, quasi tutte donne, formate dalla fondatrice, Ana Maria Piedrahita, un medico colombiano che ha cambiato professione per il piacere del lavoro artigianale e con il desiderio di creare occupazione per le donne povere di Bogotà, in ciò sostenuta da un meritorio progetto di una Ong locale chiamato “Mujeres empresarias” (donne imprenditrici) che cerca di formare piccole imprenditrici e di dare lavoro alle donne “desplazadas” ossia sfollate dalle zone di guerriglia. Tutti i lavoratori hanno redditi fissi, assicurazione sanitaria a norma di legge, ferie pagate, tredicesima e alcuni benefici per i figli. Il reddito dei lavoratori non scende mai sotto il minimo legale (140 al mese) ma i salari crescono in funzione delle capacità e della produttività. L’orario di lavoro è di 8 ore al giorno per un totale di 44 alla settimana (per legge l’orario settimanale è di 48 ore). “Piel Acida”, inoltre, lavora a stretto contatto con “Enterprise woman”, una Ong che si occupa soprattutto di sostenere donne abbandonate o violentate, destino comune a diverse donne colombiane e ad alcune lavoratrici del laboratorio. Le materie prime impiegate nel lavoro di produzione sono: buccia d’arancia, cotone, colla, legno e filo di ferro. La buccia d’arancia, come abbiamo detto, viene acquistata dalle donne che vendono succo d’arancia agli angoli delle strade. In tal modo si rende produttivo quello che fino a poco fa è stato considerato solo uno scarto e al contempo queste donne si trovano ad avere un reddito aggiuntivo che le aiuta non poco per le loro necessità di sostentam9nto. Alcune di esse ricavano d questo commercio il necessario per mantenere un figlio a scuola. Con l’aumentare cl7egli ordini in alcuni periodi dell’anno “Piel Acida” si è trovata nella condizione di non ricevere abbastanza materia prima da parte dalle venditrici di succo, così hanno siglato un accordo con una ditta di produzione di succhi di frutta per prelevare le bucce che loro butterebbero nella spazzatura. In questo modo oltre a recuperare un prodotto di scarto e ridargli valore, danno anche un lavoro, seppur per ora saltuario, alle persone che vanno a ritirare le bucce e a quelle, soprattutto donne “desplazadas” che hanno formato per selezionare e ripulire le bucce, in tutto fino a 20 persone. La produzione è totalmente manuale, dall’essiccazione delle bucce, al loro taglio, fino all’assembiaggio. L’aroma di arancio che sprigiona dai manufatti è totalmente naturale, in parte dovuto all’aroma di questa varietà di arance colombiane ed in parte all’accuratezza del processo di essiccazione. “Piel Acida” garantisce che l’aroma continuerà a sprigionarsi per 9-12 mesi e che in seguito, sfregando la buccia con un oggetto ruvido, essa tornerà a profumare. Arrivederci in Bottega, allora e, tra 15 giorni, su queste pagine.

 

Lunedì 16 febbraio prosegue la rassegna promossa dal Cai

Ladakh, il Tibet indiano

Serata sul turismo “solidale” organizzata con Todomondo

FOSSANO. La sezione di Fossano del Club Alpino Italiano, organizza per lunedì 16 febbraio il quinto appuntamento della rassegna di fotodocumentari “Una finestra sulle montagne del mondo”, giunta alla sua XVII edizione. Dopo i tre riusciti appuntamenti al castello, la rassegna si è spostata nuovamente tra le mura della sede sociale del CAI in via Falletti 28. Ospite della serata sarà la fossanese Nadia Bigotti, che presenterà una sua raccolta di immagini dal titolo “Viaggio in Ladakh”. La serata, svolta in collaborazione con la Bottega del commercio equo e solidale Todomondo di Fossano, ha come scopo quello di fare una riflessione sul turismo internazionale. Negli ultimi anni sempre più spesso si parla di “turismo responsabile”, un turismo cioè che ha come convincimento quello di rispettare in forma piena le popolazioni locali, un turismo che si ispira a principi di equità economica, tolleranza, rispetto e incontro. Il valore di questa forma di turismo, che piano piano si sta diffondendo, è dato dal fatto che le comunità visitate sono protagoniste della gestione del viaggio o di parte di esso, nonché dirette beneficiarie dei risultati economici derivanti da tale attività. Un turismo quindi che vuole evitare la violenta intromissione dei grandi tour operator internazionali, che spesso omologano e rendono del tutto simili viaggi e soggiorni in paesi apparentemente diversi tra di loro e che per lo più impediscono ogni contatto diretto con le popolazioni locali. Per approfondire questo tema sarà presente alla serata anche Enrico Di Luca responsabile di Viaggi e Miraggi - Società cooperativa sociale onlus per il turismo responsabile, che ci aiuterà a capire meglio cosa si intende per Turismo Responsabile. Nadia Bigotti ci presenterà il suo foto documentario dedicato al Ladakh, un angolo di Tibet rimasto, per ragioni politiche, in territorio indiano. Un luogo di difficile accesso, che ha mantenuto intatte la tradizione buddista e la dura vita montanara e che ancora segue i ritmi e la frugalità di un tempo ormai lontano. Il viaggio, focalizzato alla visita dei principali e remoti monasteri, del capoluogo Leh, dei bellissimi laghi d’alta quota e della meravigliosa valle dello Zanskar, è stato svolto con il supporto di un’associazione di turismo responsabile. L’appuntamento con la magia del Ladakh, raccontata da Nadia Bigotti, attraverso la sua serata “Viaggio in Ladakh” è dunque fissato per lunedì 16febbraio, presso la sede del Club Alpino Italiano, in via Falletti 28 con inizio alle 21. L’ingresso è libero.

immagine di Nadia Bigotti

 - 04feb09

Turismo responsabile”

Quest’anno la rassegna del Cai ospita anche una serate di “Turismo responsabile” realizzata in collaborazione con la bottega del Commercio equo e solidale Todomondo. Nel corso di questa serata, in programma lunedì 16 febbraio al castello, si presenterà un viaggio di Turismo responsabile realizzato in Ladakh; dove interverrà anche Enrico De Luca, della coop sociale Viaggiemiraggi, che illustrerà la filosofia e i principi i di questi viaggi “vicini alla terra visitata e rispettosi delle popolazioni indigene. Altri due appuntamenti sono previsti per il mese di marzo; si parlerà di Africa e America.

 - 28gen09

 Campagna emergenza Gaza

Il commercio equo e solidale è continuità di relazioni anche durante le emergenze

Per la terza volta in pochi anni la situazione in Palestina ci coinvolge e ci impegna ad attivare una rete di solidarietà per la popolazione palestinese. Il nostro principale partner in Palestina, Parc, ha lanciato un appello internazionale per aiutare le persone intrappolate nella Striscia di Gaza. Parc sta raccogliendo fondi per la preparazione di pacchi viveri che riesce a far entrare nella Striscia attraverso le organizzazioni internazionali. Un canale sicuro per far arrivare a destinazione un aiuto umanitario, come già fu necessario fare nel 2002 all’inizio della seconda Intifada e nel 2008 quando non fu più possibile acquistare il cous cous prodotto dalle donne di Gaza. Ctm altromercato ha deciso anche questa volta di accogliere l’appello di Parc, per continuare a dare voce a chi lavora in terra di Palestina per la costruzione di condizioni di vita dignitose, senza nessun legame con i governi né con i governanti incapaci di porre fine al conflitto israelo-palestinese. La Campagna emergenza Gaza ha due scopi:

Portare un aiuto immediato alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza

Sostenere oltre l’emergenza l’attività di Parc, organizzazione Fair Trade che da oltre 20 anni lavora con la popolazione rurale in Palestina.

Per contribuire

I versamenti potranno essere effettuati sul conto della Onlus “Senza confini”, specificando la causale: “Emergenza Gaza”, conto corrente postale n° 42505628 intestato a: Aci Senza confini Onlus, via Corsica 165 - 25125 Brescia; bonifico bancario conto corrente n’ 511818 presso Banca etica, Iban: IT 26 M 05018 11200 000000511818, intestato a: Acli Senza confini Onlus, via Corsica 165 -25125 Brescia; versamento in Bottega. Chi lo desidera, può versare direttamente i soldi presso la nostra Bottega che provvederà ad inviare la somma raccolta complessivamente alla Onlus senza Confini. I fondi raccolti per tutta la durata dell’assedio alla Striscia e fino a quando durerà l’emergenza umanitaria saranno inviati a Parc per la preparazione di pacchi viveri destinati alla popolazione della Striscia di Gaza. Ma vorremmo preparare anche il futuro, e in particolare la ricostruzione delle attività produttive: per questo vorremmo destinare una parte dei fondi raccolti dopo il cessare dell’emergenza a progetti di ricostruzione, come ad esempio la riabilitazione della cooperativa di donne che produceva il cous cous. Per ricordarci che il Commercio Equo è continuità nelle relazioni anche nelle emergenze.

Che cos’è Parc

Parc – Palestinian Agriculture Relief Committees - è una delle più importanti Ong palestinesi fondata nel 1983 da un gruppo di agronomi, come risposta al deterioramento dell’attività agricola nella valle del Giordano e nella West Bank, occupate dall’esercito israeliano. Gli agricoltori beneficiari dei programmi di Parc ricevono aiuto per molteplici aspetti della produzione (consulenze agricole, controllo qualità e organizzazione dei gruppi) e della commercializzazione (confezionamento, imballaggio, pratiche di dogana e esportazione). Alle iniziative produttive si accompagna la costante promozione delle organizzazioni di base, come le associazioni femminili e le cooperative. Tra i prodotti delle cooperative sostenute da Pare, acquistati da Ctm altromercato, vi sono il cous-cous, le mandorle, l’olio d’oliva e i datteri al naturale. Il valore delle attività di Parc risiede nel contesto dello stato palestinese. La disgregazione sociale ed economica, la presenza militare israeliana, i disordini, l’occupazione delle terre, l’isolamento rispetto al resto del mondo: tutti questi fattori soffocano le possibilità della gente palestinese, rendendo an’èora più importanti le possibilità offerte dall’impegno di Parc. 

Todomondo ringrazia la Fondazione

FOSSANO. La bottega del commercio equo e solidale, Todomondo, ningrazia la Fondazione Cassa di risparmio di Fossano per il contributo e il sostegno fornito in occasione della campagna “Tessere il futuro” e, In particolare, in occasione dello spettacolo Aracne presentato dalla Bottega presso la Chiesa dei Battuti Bianchi, in occasione della chiusura della Campagna stessa.

 

 Altromagazine – dicembre08

FOSSANO (CN) - Grazie all’attività di Todomondo, Fossano è diventata Città Equosolidale, titolo conferito dalle autorità nel corso dell’inaugurazione della nuova sede avvenuta il 30 maggio. Lo spazio è coloratissimo e tutto da inventare e ospiterà anche appuntamenti culturali e un angolo dedicato al turismo responsabile.

 

La Stampa – 20nov08

Fossano Viaggio in Messico con «Todomondo»

«Todomondo», la bottega del commercio equo e solidale di Fossano, propone un viaggio in Messico visto nell’ottica del turismo responsabile: il soggiorno durerà una quindicina di giorni. Tre le date disponibili, che vanno dal 30 gennaio al 13aprile. Informazioni presso «Todomondo», in via Garibaldi, info@bottegatodomondo.it, oppure www.al tromercato.it [W. L.]

 

- 19nov08

A partire da questo numero riprende, a cadenza quindicinale, la rubrica “Todomondo informa” con la quale i volontari della “bottega” terranno informati i nostri lettori su quanto succede nel mondo del Commercio equo e solidale, attraverso la presentazione di prodotti, progetti e iniziative. La parola, quindi, ai volontari del commercio equo e solidale. Da quando, nello scorso giugno, Todomondo ha cambiato sede trasferendosi nei locali di via Garibaldi 8, abbiamo più spazio e possiamo presentare meglio i nostri prodotti, allargare le nostre offerte e tentare di offrire un servizio più efficiente. Dal 1° novembre, infatti, Miranda e Roberta, la prima al mattino, la seconda al pomeriggio, affiancate dagli altri volontari (che continueranno ad alternarsi nei turni), cercheranno di dare più continuità al servizio e soddisfare meglio le esigenze degli acquirenti. La maggior disponibilità di spazio, inoltre, ci ha permesso di inserire nelle nostre offerte i prodotti di “Libera” l’Associazione delle associazioni e di cittadini promossa da don Ciotti per combattere e contrastare l’attività delle mafie e promuovere la cultura della legalità nel nostro Paese. Tra le varie attività di Libera - sulle quali ci ripromettiamo di tornare - una delle più importanti è stata quella di promuovere la legge per la confisca dei beni dei mafiosi condannati dalla legge. Su queste terre, poi, l’associazione ha promosso la formazione di cooperative di giovani che hanno iniziato a coltivare e trasformare i prodotti tipici del nostro Sud: il grano, la vite, l’olivo. In Bottega pot rete acquistare alcuni di questi prodotti e, in parti colare, per quanto riguarda il vino, il Rosso Salento -prodotto da uve Negramaro - il Bianco Placido Rizzotto - prodotto con uve Cataratto l’olio extra vergine d’oliva Castellanense e, infine la Pasta nei diversi formati. Sono prodotti di alta qualità con un valore aggiunto non indifferente: i mafiosi, infatti, vengono colpiti in uno degli aspetti a cui tengono in modo particolare e cioè la roba che è manifestazione del potere e della ricchezza. Lo schiaffo è ancora più grande se si pensa che su queste terre a loro sottratte dallo Stato si inseriscono attività lavorative gestite da giovani che possono lavorare ed essere sottratti al rischio di essere attratti nelle maglie delle cosche criminali. Non per nulla in questi ultimi tempi la mafia ha fatto di tutto per cercare di rendere inefficace la legge e riappropriarsi in diversi modi delle terre. Ci riproponiamo di presentare i prodotti di Libera in modo più consono, magari attraverso un incontro pubblico e un aperitivo. Per ora vi invitiamo a visitarci in Bottega. Vi aspettiamo.

La bottega “Todomondo” propone un viaggio in Messico

FOSSANO. La bottega equo solidale “Todomondo” propone un viaggio in Messico visto nell’ottica del turismo responsabile: saranno 15 giorni di conoscenza, incontro, condivisione e relax. Tre le date disponibili che vanno dal 30 gennaio al 13 aprile. Informazioni presso “Todomondo” in via Garibaldi, info@bottegatodoinondo.it, oppure www.altromercato.it, o contattando l’agenzia “ViaggieMiraggi” al n. 049.875 1997, viaggi@viaggiemiraggi.org.

 

 - 12nov08

Progetto di Altromercato e ViaggieMiraggi

Alla scoperta del Messico con il turismo responsabile  

FOSSANO. Un nuovo modo per conoscere il Messico. Un modo in cui il commercio equo incontra il turismo responsabile. E la proposta di viaggio nata dalla collaborazione tra “CTM Altrornercato” e “ViaggieMiraggi”, per far conoscere i progetti e il loro impatto sul diritto al cibo e la sovranità alimentare nelle comunità dei produttori. “Come possiamo avvicinarci noi consumatori alla quotidianità dei produttori? Come ci possiamo rendere partecipi di quei processi che si concretizzano in un pacco di caffè, in una busta di biscotti? - spiega Daniele, volontario della “Bottega Todomondo”, che si occupa di diffondere il progetto ideato da “CTM Altromercato” -. Ecco come è nata l’idea di legare alla campagna «Diritto al cibo»: la possibilità di fare un viaggio di conoscenza e incontro’ La proposta del viaggio si articola in un percorso di 16 giorni che parte da Oaxaca, attraversa il Chiapas e arriva fino ai Caraibi, con gli ultimi giorni di relax. Si parte da Città del Messico, per poi visitare siti archeologici, conoscere i progetti di ecoturismo, incontrare i lavoratori delle cooperative sociali, visitare cittadine coloniali e antiche residenze maya. “CTM Altromercato” ha messo in rete i gruppi di produttori di caffè e miele, che da anni lavorano nel mercato equo, per organizzare incontri di conoscenza e l’accoglienza presso i loro progetti. Il viaggio è gestito e accompagnato dal collettivo di turismo responsabile “Laj Kin”, costituito da ragazzi italiani e messicani impegnati da anni nello sviluppo del turismo responsabile negli stati del Chiapas, Yucatan e Oaxaca, tra le varie attività realizzano progetti sociali soprattutto nell’area educativa. Tre i periodi di viaggio proposti: dal 30 gennaio al 14 febbraio, dal 3 al 18 marzo, oppure dal 29 marzo al 13 aprile. Il viaggio ha un livello di difficoltà medio, dovuto soprattutto alla necessità di spostamenti lunghi, in strade a volte dissestate o con molte curve, e la presenza di due pernottamenti in autobus. Le strutture di accoglienza sono di diverse tipologie, in ogni caso si tratta di alloggi con camere graziose, pulite e soprattutto scelte secondo i principi del turismo responsabile, ossia favorendo lo sviluppo di economie locali, familiari e sempre di proprietà messicana. Il costo varia, a seconda del periodo, dai 1.230 euro ai 1.350 euro, escluso il volo. Per informazioni è possibile rivolgersi alla “Bottega Todomondo”, o consultare il sito www. viaggiemiraggi.org.

Laura Serafini

 

Fossano Oggi – novembre 08

FOSSANO CITTA’ EQUA E SOLIDALE

Il riconoscimento è legato alle azioni intraprese dal Comune e dalla “Bottega”

Nella primavera del 2008 Fossano ha ottenuto il titolo di città equa e solidale, assegnato ai Comuni che contribuiscono con le loro azioni allo sviluppo di questa forma di commercio diretto con i produttori del sud del mondo. Tra le motivazioni alla base del riconoscimento, la presenza “storica” (ormai da 13 anni) di un punto vendita a Fossa- no, le iniziative avviate dal Comune in collaborazione con la “Bottega” (una fra tutte la distribuzione delle banane “eque e solidali” nelle mense scolastiche) nonché l’elaborazione dl un progetto per incrementare l’offerta dei prodotti equi e sostenibili sul territorio fossanese. A rafforzare questo legame giunge ora l’approvazione di un bando di gara per la scelta di distributori di caffè e bevande da posizionare nei locali comunali, nel quale si richiede come criterio essenziale la fornitura di una percentuale di prodotti del commercio equo e solidale. L’iniziativa verrà estesa a tutti gli enti presenti sul territorio chiedendo loro di valutare l’opportunità di aderire. Sempre nell’ottica di consolidare sul campo il titolo di città equa e solidale, durante il corrente anno scolastico verranno proposti, a turno nelle mense scolastiche, alcuni prodotti del commercio equo, accompagnati da una campagna informativa rivolta ai bambini, alle loro famiglie e agli insegnanti. Altre iniziative sono tuttora allo studio e si concretizzeranno grazie all’intenso rapporto di collaborazione che si è instaurato fra il Comune di Fossano e la “Bottega”. Contestualmente, Comune e “Bottega” sono impegnati in attività di sensibilizzazione ad ampio raggio sulle problematiche del sud del mondo. In particolare, con il determinante apporto economico della Fondazione Crf, è in corso la campagna ‘Tessere il futuro”, il progetto di partriership con gruppi di produttori in Argentina - paese considerato l’emblema della sconfitta di un mercato globale senza regole - per creare la prima filiera tessile equa e solidale, totalmente trasparente e rintracciabile.

 

 - 29ott08

Piece teatrale nell’ambito di Tessere il futuro

Sul palco per rivendicare i diritti dei lavoratori tessili

FOSSANO. Trasformata in ragno e condannata a stare perennemente appesa ad una ragnatela, emblema dei suoi preziosi tessuti, come punizione al suo orgoglio. Un mito, quello di Aracne, che sembra suggerire come l’arte della tessitura sia stata appresa dall’uomo,o meglio dalle donne, per volontà degli dei. Perché una donna non avrebbe mai potuto realizzare un ordito così perfetto. Una teoria che ha voluto smantellare e tratteggiare in nuove implicazioni sociali la rappresentazione teatrale “Aracne” di Antonio Martorello, andata in scena venerdì 24 ottobre presso la chiesa del Gonfalone. La pièce si inserisce nella campagna “Tessere il futuro” attivata dal Consorzio Ctm Altro mercato nel 2006 e alla quale ha aderito anche la Bottega del Commercio equo e solidale cittadina. Una campagna che ha avviato una partnership con gruppi di produttori in Argentina per creare la prima filiera tessile equa e solidale, totalmente trasparente e rintracciabile, denunciando al contempo un mercato globale ingiusto per il lavoratore e dannoso per l’ambiente. Un’ingiustizia sociale rimarcata nel succedersi della narrazione sul palco tra storie di orari di lavoro massacranti, bambini sfruttati nelle piantagioni di cotone, licenziamenti arbitrari. La rappresentazione ha avuto anche momenti più leggeri incentrati sulla preparazione un po’ caotica di una sfilata di moda. Degna di nota la performance di Claudio Costantino (foto), trasformato per l’occasione in un capriccioso direttore di scena, alle prese con gatti scomparsi e aspiranti modelli un po’ sopra le righe. Molto intensa la recitazione di Silvia Manfredi, perfettamente calata nella narrazione drammatica di Aracne. Forte e credibile anche la recitazione di Anna Rita Martorello nel ruolo di una desaparecidos social. Al termine della rappresentazione il numeroso pubblico ha premiato gli attori con un sentito applauso, Ti sindaco Balocco, nel suo intervento d’apertura, ha ricordato che Fossano è stata insignita del titolo di Città equa e solidale, un riconoscimento prestigioso che si deve soprattutto al lavoro della Bottega Todomondo che da sempre si attiva per promuovere una consapevolezza nuova. Silvia Sanmory

 

 - 22ott08

Caffé del commercio equo e solidale nei distributori di bevande del Comune

FOSSANO. Nella primavera del 2008 Fossano ha ottenuto il titolo di città equa e solidale, assegnato ai Comuni che contribuiscono, con le loro azioni, allo sviluppo di questa forma di commercio diretto con i produttori del sud del mondo. Tra le motivazioni alla base del riconoscimento, la presenza “storica” (ormai da 13 anni) di un punto vendita a Fossano e le iniziative avviate dal Comune in collaborazione con la “bottega”: una fra tutte la distribuzione delle banane “eque e solidali” nelle mense scolastiche. A rafforzare questo legame giunge ora l’approvazione di un bando di gara per la scelta di distributori di caffè e bevande da posizionare nei locali comunali, nel quale si richiede come criterio essenziale la fornitura di una percentuale di prodotti del commercio equo e solidale. L’iniziativa verrà estesa a tutti gli enti presenti sul territorio chiedendo loro di valutare l’opportunità di aderire. Sempre nell’ottica di consolidare sul campo il titolo di città equa e solidale, durante il corrente anno scolastico verranno proposti, a turno nelle mense scolastiche, alcuni prodotti del commercio equo, accompagnati da una campagna informativa rivolta ai bambini, alle loro famiglie e agli insegnanti. Altre iniziative sono tuttora allo studio e si concretizzeranno grazie alla collaborazione che si è instaurata fra il Comune di Fossano e la “bottega”. “Tessere il futuro”: la prima filiera tessile equa e solidale In Italia una famiglia tipo spende circa 2.000 euro all’anno in abbigliamento; di questi solo l’l% va a chi ha prodotto e confezionato i vestiti che indossiamo senza conoscerne minimamente la storia: bambine che lavorano 10 ore al giorno per 36 cent di euro al giorno, contratti precari senza protezione sociale, libertà sindacali inesistente, licenziamenti arbitrari, orari di lavoro massacranti. Per eliminare queste ingiustizie e creare un’alternativa praticabile, il Consorzio CTM Altromercato (di cui la Bottega “Todomondo” di Fossano fa parte) ha avviato, nel 2006, una partnership con gruppi di produttori in Argentina per creare la prima filiera tessile equa e solidale, totalmente trasparente e rintracciabile. Si tratta della campagna “Tessere il futuro” che mira a ripristinare i diritti nella produzione tessile, denunciare un mercato globale ingiusto e dannoso per l’ambiente e fornire alternative concrete. Nello specifico, per quanto riguarda la coltivazione e la raccolta del cotone, si prevedeva la collaborazione con l’Asiociason civil union campesina che riunisce i contadini indigeni toba che coltivano il cotone a pampa del Indio, utilizzando sementi tradizionali, non Ogm e senza l’utilizzo di prodotti chimici. Il progetto richiedeva la costituzione di una cooperativa la cui realizzazione si è rivelata più complessa del previsto. Si è deciso, quindi, di aggregare alla cooperativa altri contadini non toba. C’è ancora molto da fare ma per loro - espropriati in passato dei loro terreni e costretti ai limiti della sopravvivenza - ora c’è la prospettiva del riscatto. La tessitura del cotone avviene, invece, in una fabbrica abbandonata ed occupata dagli operai dopo la crisi argentina del 2001. Loro stessi, riunendosi in cooperativa, l’hanno recuperata alla produzione in forma autogestita. La fabbrica si trova a Pigue, 600 km a sud di Buenos Aires. Il confezionamento è infine a cura del Movimiento de los trabahadores desempleatos da la Mattanza, che ha affrontato la disoccupazione e combattuto la miseria durante e dopo la crisi del 2001 dando vita, nella periferia di Buenos Aires, ad un’esperienza comunitaria di lavoro, socializzazione e servizi: un asilo, una panetteria a prezzi popolari e calmierati e un laboratorio di sartoria. Rimane molto da fare, specialmente dopo che il presidente della cooperativa è stato eletto deputato e la sua assenza ha frenato, in qualche modo l’attività. Un dato importante, tuttavia, consiste nel fatto che la filiera è riuscita ad inserirsi sul mercato interno. Suggerisce un detto africano: “Poco a poco il cotone diventa un panno”. E poco a poco il commercio equo e solidale tesse un futuro di solidarietà e di giustizia sociale. Poco a poco il mondo si tinge dei colori dei diritti e della dignità.

Spettacolo teatrale “Aracne”

Venerdì 24 ottobre, nella chiesa del Gonfalone (ore 21), verrà portata in scena la rappresentazione teatrale “Aracne” di Antonio Martorello, il cui titolo si richiama al mito classico della donna che cercò di spezzare il monopolio maschile del commercio e le cui tematiche sono rivolte a denunciare il falso mercato che i Paesi ricchi alimentano sulla tessitura del cotone, condannando allo sfruttamento la manodopera dei Paesi poveri e arrecando gravi danni all’ambiente. Lo spettacolo rientra nella campagna “Tessere il futuro”, ed è organizzato con il patrocinio del Comune di Fossano e il sostegno della Fondazione Crf, che ha contribuito alla realizzazione del progetto “Tessere il futuro”. L’ingresso è libero

 

 - 15ott08

Contro lo sfruttamento degli operai bambini

Una filiera tessile equa e solidale

FOSSANO. L’Italia è la capitale della moda, degli stilisti famosi, del made in Italy. Ci sono più negozi di abbigliamento che macellerie, panifici, o negozi di alimentari. La spesa media annuale per vestirsi di una famiglia tipo è di circa 2.000 euro, di questi solo l’l,l% va a chi ha prodotto e confezionato i vestiti che indossiamo. Questi capi di vestiario hanno una storia che noi non conosciamo, una storia fatta di bambine che lavorano anche 10 ore al giorno per 36 centesimi di euro a giornata, di contratti precari, di prevaricazioni, con libertà sindacale inesistente, di licenziamenti arbitrari ed orari massacranti. Nell’ottica di eliminare queste ingiustizie e creare un’alternativa praticabile, il Consorzio CTM Altromercato, a cui aderiscono le botteghe del commercio equo, ha avviato un progetto che, dal 2006 ha creato in Argentina una filiera tessile equa e solidale totalmente trasparente e rintracciabile: nell’etichetta dei capi in vendita, infatti, è evidenziato da dove proviene, il tipo di cotone usato, il prezzo pagato al produttore, il prezzo pagato al distributore ecc. La campagna di sensibilizzazione “Tessere il futuro”: per non dimenticare Iqbal, (il ragazzino indiano ucciso per aver avuto il coraggio di denunciare i suoi aguzzini) ha lo scopo di riprendere il filo dei diritti nella produzione tessile, di denunciare un mercato globale dannoso ed ingiusto per l’ambiente, e fornire alternative concrete. La bottega equo solidale Todomondo ha aderito al progetto sin dall’inizio lavorando su due livelli: con interventi nelle scuole (Medie inferiori e Itis Vallauri) coinvolgendo bambini e ragazzi, consumatori di oggi e domani; con due spettacoli teatrali rivolti agli adulti e alla città. Il primo spettacolo, è stato rappresentato al teatro I portici di Fossano; il secondo, “Aracne”, sarà messo in scena venerdì 24 ottobre alle 21 nella chiesa del Gonfalone. Il testo è stato scritto dal direttore artistico di Mascateatrale, Antonio Martorello; gli attori sono quasi tutti volontari della bottega Todomondo. L’ingresso è gratuito; offerta libera. Antonella Balocco

 

 - 11giu08

Todomondo informa su viaggi alternativi

Tempo di vacanze: c’è Turismo responsabile

FOSSANO. Il tempo del viaggio è un tempo dedicato principalmente all’anima. Si viaggia con la mente, con la fantasia, si scoprono nuovi luoghi col corpo e con i cinque sensi. Tra offerte last-minute, villaggi all-inclusive, alberghi, campeggi, c’è anche quello del turismo responsabile. I volontari della bottega equa e solidale “Todomondo”, nella nuova sede, hanno allestito uno spazio con opuscoli, libri ed indicazioni per chi vuole saperne di più su questo tipo di vacanza. Ma cos’è il turismo responsabile? Daniele Tavo, volontario della bottega, spiega qual è la filosofia, quali sono i luoghi, qual è il valore aggiunto di un viaggio consapevole. Qual è la filosofia del turismo responsabile? È semplicemente quella di visitare in modo meno invasivo le comunità locali. Quando si parla di turismo responsabile tutti pensano al sud del mondo. Pochi sanno che ci sono luoghi in Italia (Lunigiana, Sicilia, Molise, Liguria) e in Europa (Romania, Albania, Portogallo) che propongono questo tipo di vacanza. In Portogallo, ad esempio ci sono diverse destinazioni che si prestano bene anche al turismo scolastico. Si può essere viaggiatori responsabili anche in viaggi classici semplicemente ponendosi delle domande. Se sono in un verdissimo campo da golf in Messico e tutto intorno c’è il deserto, dovrei pensare come mai usano tanta acqua per mantenerlo e, magari, chiedermi se la popolazione ha l’acqua per gli usi quotidiani. Perché si scegli una vacanza di questo tipo? Il turismo responsabile ci permette di vedere come vivono realmente le persone dei luoghi visitati. Faccio un esempio banale: se io vado a Cuba in un villaggio turistico, senza nulla togliere a questo tipo di struttura, sono isolato, i resort sono riservati ai turisti, la popolazione non li frequenta, perdo il contatto con la vita reale. Un viaggio responsabile, in qualsiasi parte del mondo, presuppone di avere un mediatore culturale del posto che ci accompagna. Il suo ruolo non è solo quello di illustrarci le bellezze del luogo, o dei monumenti, ma di informarci sugli usi, i costumi, la mentalità del popolo che ci ospita. Molte persone hanno paura di finire in catapecchie o in strutture poco pulite, corrisponde al vero? Assolutamente no. Va chiarito che gli itinerari e gli alberghi di appoggio sono semplicemente gestiti da persone del luogo. Sono strutture pulite e di diverse tipologie, a seconda della destinazione. Altro dato importante è che in questo modo, come per l’acquisto dei prodotti equo e solidali, siamo sicuri che viene corrisposto un prezzo giusto. Si cerca di agevolare l’economia. Altro mito, forse da sfatare, è che in questi viaggi si visitano solo le attività collegate alla filosofia dell’acquisto responsabile, è vero? No l’itinerario prevede di visitare i luoghi di principale interesse turistico, nel corso del viaggio si visitano anche strutture, piccole botteghe, progetti legati al commercio responsabile. La ragione è che, nel prezzo del viaggio è compresa una quota che andrà a sostenere queste attività. Come sono organizzati i viaggi? Generalmente vi partecipano al massimo 10persone. Si segue l’itinerario prestabilito accompagnati dal mediatore culturale. A fine viaggio, magari sull’aereo che ci riporta a casa, si fa il punto sulle cose positive o negative dell’esperienza appena trascorsa. Ai partecipanti viene chiesto in quale delle attività visitate e sostenute dai progetti solidali si vuole devolvere la quota già pagata in precedenza. Il vantaggio è che si possono fare gruppi di amici, visto il ristretto numero dei partecipanti, si può scegliere, ad esempio, di fare il viaggio di nozze. Quali sono le mete che proponete? Terrei a chiarire che Todomondo non è un’agenzia di viaggio: noi abbiamo gli opuscoli, e a breve, sul nostro sito ci sarà una sezione dedicata alla filosofia del turismo responsabile con indicazioni fornite dalle varie agenzie che si occupano di questo tipo di vacanza. Le mete sono tantissime: Benin e Togo, Camerun, Egitto, Madagascar, Marocco, Brasile, Guatemala, Perù, Uruguay, Cambogia, India, Sri Lanka; più vicine a noi come Palestina, Albania, Grecia, Portogallo, Calabria… I costi sono inferiori? Sono leggermente più bassi o uguali ai viaggi tradizionali. Le ragioni sono principalmente dovute al fatto che i gruppi sono formati da poche persone, quindi, a differenza dei tour operator che acquistano 800 biglietti per una destinazione, le agenzie del turismo responsabile ne acquistano magari 80. Nel costo dei viaggi solidali, come ho già detto, c’è una quota che andrà a finanziare dei progetti sostenibili nel Paese visitato. Il valore aggiunto di questi viaggi è di vedere cose che non vedresti mai in un viaggio organizzato: ad esempio, se vai in Cambogia hai la possibilità di visitare un ospedale di Emergency. Le informazioni di tutte le agenzie che si occupano di turismo responsabile si possono trovare sul sito www.aitr.org oppure potete visitare il sito www.bottegatodomondo.it, o passare in bottega per gli opuscoli e le pubblicazioni. Antonella Balocco

 

 - 04giu08

La Bottega dell’equo e solidale ora e in via Garibaldi 8

 Todomondo ha cambiato sede

I nuovi locali sono stati inaugurati venerdì scorso

FOSSANO. Inaugurazione ufficiale, nel tardo pomeriggio di venerdì 30 maggio della nuova sede della bottega del commercio equo e solidale Todomondo, trasmigrata da piazzetta delle Uva nei locali di via Garibaldi 8, uno spazio più funzionale e accogliente scandito da tocchi di arancione. Moltissime le persone intervenute che si sono intrattenute al rinfresco allestito nel cortile interno limitrofo al negozio. Quando una decina di anni fa, inauguravamo la bottega in piazza delle Uova - ha sottolineato Miranda Origlia, presidente dell’Associazione che gestisce la bottega, durante il momento formale che ha preceduto l’ingresso degli intervenuti nel nuovo punto vendita - affrontavano un futuro pieno di incognite legate sia alla nostra capacità di tenuta a livelli di impegno volontario sia alla possibilità di creare un numero di acquirenti sufficienti a sostenere la nostra attività. Se ci troviamo qui. oggi, a inaugurare un nuovo negozio più funzionale e accogliente e perché queste due sfide sono state superate positivamente e ci accingiamo a rinnovare il nostro impegno in un quadra internazionale che si è ulteriormente aggravato”. Soprattutto continua a essere drammatico il problema della fame nel mondo che da decenni pesa come un macigno sulle coscienze degli uomini: Oggi la ricetta è quella di incrementare il commercio internazionale- ha spiegato la Origlia - ma noi sappiamo che tutti i paesi che hanno no questo schema, e cioè hanno abbandonato l’agricoltura locale oppure l’hanno orientata verso l’esportazione, si trovano oggi nell’impossibilità di riservare i raccolti al consumo interno e sono costretti a spendere somme considerevoli per l’approvvigionamento all’estero”. In questo contesto il commercio equo cerca da sempre di ovviare al meccanismo del mercato tradizionale, scegliendo una Logica diversa in cui produttori e consumatori sono partner alla pari, garantendo le colture tradizionali l’auto.approvvigionamento e la dignità del lavoro. Concetti che sono stati ribaditi anche dal sindaco Francesco Balocco che nel suo intervento ha sottolineato come la filiera del commercio equo valorizzi il prodotto e il produttore, anche quello locale (commercializzato nel punto vendita insieme ai prodotti dal mondo) costretto dalla crisi de mondo agricolo a trovare nuove strade per mantenere l’equità su ciò che produce. L’assessore Bruno Olivero ha ricordato che Fossano è diventata ufficialmente Città equo solidale: il Comune si è impegnato a sostenere questo tipo di commercio con prossime iniziative concrete. Prima di scoprire la nuova targa del punto vendita, la Origlia ha voluto ringraziare tutti coloro che in questi anni si sono convinti dell’importanza e della bontà dell’equo e solidale e diventando clienti hanno permesso a “Todomondo” di proseguire nel suo lavoro. Silvia Sanmory

 

In crescita i prodotti equo-solidali

Cresce nel mondo l’attenzione verso i prodotti del mercato equo-solidale. Nel 2007 i consumatori hanno speso 2,3 miliardi di euro in prodotti certificati Fairtrade. Una crescita del 47% rispetto al 2006 che ha toccato oltre un milione e mezzo di produttori e lavoratori in 58 paesi in via di sviluppo. La crescita delle vendite è il risultato dell’espansione dei mercati esistenti e dell’apertura di nuove opportunità per i nuovi prodotti certificati. Le vendite Fairtrade è maggiore in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove è cresciuto rispettivamente del 72% e del 46%. Svezia e Norvegia sono stati i mercati con la crescita più veloce con un incremento del 166% e del 1O9% rispettivamente. La più alta percentuale di consumo pro capite del mondo si trova in Svizzera dove i consumatori hanno speso nel 2007 circa 20,8 euro in prodotti Fairtrade. Sono stati inoltre lanciati nuovi prodotti in mercati differenti. Fairtrade TransFair Italia è il marchio di certificazione dei prodotti equo solidali. E un consorzio cooperativo costituito da 25 soci attivi nella cooperazione, nel biologico, nell’associazionismo sociale e ambientale. E membro di Flo (Fairtrade labelling organizations international), il coordinamento dei marchi di garanzia presenti in 20 paesi in Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone. l.a.

 - 14mag08

A fine maggio trasloco nei nuovi locali

Cena solidale per “Todomondo”

FOSSANO. Venerdì 9 maggio, presso il ristorante “Regis” si è svolta la cena di finanziamento della bottega del commercio equo e solidale di Fossano. Di fronte a un’ottantina di commensali, amici volontari e semplici sostenitori, la presidente dell’associazione “Todomondo” (Miranda Origlia) ha fatto il punto sulla situazione del commercio equo e solidale in città. “A dodici anni dalla sua fondazione - ha detto - la bottega è prossima, entro fine maggio, a trasferirsi in locali più idonei; questo passaggio permetterà di valorizzare al meglio il lavoro paziente e preciso di tanti produttori ancora svantaggiati dal mercato globale che, attraverso questo canale commerciale riescono realmente a migliorare le loro condizioni sociali ed economiche”. Un caloroso applauso è nato spontaneo quando la presidente ha ricordato che fin dal lontano novembre ‘96, grazie al sostenitore numero uno e “padrino” della bottega Beppe Manfredi, tutta l’Amministrazione diede affidabilità a questa nuova realtà; oggi sulla base di quella piccola comunità (e grazie sempre al sostegno di tutto il Consiglio comunale) si stanno avviando le procedure per assicurare alla città di Fossano il titolo di “Città equo-solidale”. Onorificenza destinata a quelle istituzioni (Comuni, Province e Regioni) che si sono impegnate e soprattutto s’impegneranno a sostenere il commercio equo e solidale come eccellente mezzo di sensibilizzazione e informazione sui problemi degli squilibri economici e ambientali. La presidente ha spiegato che c’è sempre più bisogno di allargare il numero dei volontari, con qualsiasi tipo di disponibilità e “qualifica”, non certo solo per collaborare nei locali della bottega ma anche e soprattutto per contribuire, con idee, all’organizzazione di nuove iniziative. Ha infine ricordato che Todomondo ha possibilità di far fare l’esperienza del servizio civile a un ragazzo/a (dai 18 ai 28 anni) che decida di farne richiesta. La breve presentazione è terminata con l’invito a tutti i nuovi e vecchi amici o sostenitori all’inaugurazione dei nuovi locali in via Garibaldi 8 dove, oltre ai consueti prodotti alimentari e oggetti d’artigianato provenienti dal Sud del mondo, troverà spazio anche un punto informativo sui Turismo responsabile, dove verrà messo a disposizione materiale informativo sul viaggiare con maggior “spirito critico”. Daniele Tavo  

 - 07mag08

Cena di sostegno a Todomondo

La bottega del commercio equo e solidale, Todomondo, in occasione del trasloco in via Garibaldi 8 (vicino a piazza Manfredi, in locali più ampi dei precedenti) ha organizzato, per venerdì 9 maggio, alle 20, una cena di sostegno presso il ristorante Regis. Le prenotazioni si raccolgono presso la bottega in piazza delle Uova oppure telefonando ai numeri 338.8219367 (Nino) o 339.1096141 (Patty). Il costo è di 28 euro).

 - 30apr08

Venerdì 9 maggio, alle 20, al ristorante Regis; prenotazioni entro lunedì 5

Cena di sostegno per Todomondo

La bottega cambia sede: si sposta al numero 8 di via Garibaldi

FOSSANO. Dopo quasi 11 anni di attività, Todomondo, la bottega del commercio equo e solidale cambia sede. Dagli attuali locali in piazza XXVII Marzo, ormai troppo sacrificati, si sposta al n. 8 di via Garibaldi, quasi in piazza Manfredi. “Grazie al contributo dell’ing. Mellano che ha rimesso a nuovo i locali di vendita e di magazzino e ha ascoltato con pazienza e sensibilità tutte le nostre richieste – spiegano i volontari – apriamo un'altra fase della nostra storia.” “Ciò che ci spinge a questo passo, stimolante ma pieno d’incognite, è la consapevolezza delle profonde ingiustizie che caratterizzano il mondo attuale – proseguono -. Un solo dato: quando J.M. Kejnes, nel 1944, sosteneva che i prezzi non dovrebbero essere fissati al livello più basso possibile, ma a quello sufficiente per fornire ai produttori degli standard adeguati alle loro condizioni di vita, il rapporto tra il reddito globale dei paesi sviluppati e quello dei paesi poveri era di 35 a 1; oggi e 74 a 1”. Il Commercio Equo e solidale (Fair Trade) si è posto il compito di contribuire a riempire questa voragine e, da quando è nato, e nonostante rappresenti soltanto lo 0,01% del commercio globale, ha introdotto concetti e meccanismi di mercato completamente nuovi basati su relazioni paritarie tra produttori e acquirenti: 7.000 prodotti venduti in 65.000 punti vendita nella sola Europa con 3.500 lavoratori a tempo pieno e oltre 10.000 volontari. Nel sud del mondo sono almeno 800.000 le famiglie di 250 paesi ad essere coinvolte nel commercio alternativo. “La nostra bottega – che è un associazione no-profit gestita da volontari – è un piccolo ingranaggio di questo meccanismo sempre più complesso e in questi 10 anni ha ottenuto la fiducia di molti cittadini che abitualmente acquistano i nostri prodotti alimentari e artigianali. Anche l’Amministrazione comunale è da tempo sensibile a questa emergenza e ha inserito, da due anni ormai, nei pranzi delle mense scolastiche le banane biologiche del Commercio equo. Ma non solo: proprio in questi mesi la città di Fossano, ha avviato le pratiche per ottenere il riconoscimento di <<Città equa e solidale>> che la impegna a diffondere i prodotti e la cultura solidale tra i suoi cittadini. Per questi motivi vi chiediamo di sostenere il commercio equo facendoci visita nei locali della Bottega e partecipando alla cena di sostegno presso il ristorante Regis di Fossano venerdì 9 maggio alle ore 20”. Le prenotazioni si raccolgono presso la bottega in piazza delle Uova o telefonando ai n. 338.8219367 (Nino) o 339.1096141 (Patty) entro lunedì 5 maggio, il costo è di 28 euro.

 - 02apr08

Venerdì 18 aprile cena di autofinanziamento

Prodotti di Todomondo alla colazione “equa”

FOSSANO. Grande affluenza, domenica mattina nei locali della Società operaia, interno cortile della Multisala di Fossano, per la colazione equa e solidale. Tavoli apparecchiati, gente rilassata, atmosfera allegra e informale. Il caffè fatto a ciclo continuo con le moka, proveniva da Mexico, Nicaragua, Etiopia, Nigeria, Brasile, Argentina. Il the dallo Sri Lanka e da tutta l’india. Ottime le marmellate, i biscotti, il miele, i succhi di frutta, il cioccolato. La colazione era a offerta libera. Ai partecipanti sono stati chiesti l’indirizzo e i riferimenti telefonici per poter avere un contatto continuativo e poter comunicare le novità e le iniziative della Bottega. È stata rilasciata la tessera di Todomondo, che non da diritto a sconti, ma è il segno tangibile che si condivide una filosofia di vita e di acquisto consapevole. Si replicherà venerdì 18 aprile con la cena di sostegno che si terrà presso il ristorante “Regis” di Fossano. Prenotazione presso “Todomondo”.

Antonella Balocco

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